Riceviamo dal Sindaco e pubblichiamo:

Al Campo Rom di ASTI: perché per l’Amministrazione

andare a Scuola non deve essere un…optional !

ASTI, 13 Marzo 2019 – È di questi giorni la notizia di temporanea sospensione del servizio scuolabus, che il Comune da anni assicura per la regolare frequenza scolastica dei circa 60 alunni del campo Rom di via Guerra, verso la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Tutto dovuto a qualche intemperanza di troppo che ha messo in discussione il regolare svolgimento del trasporto tra casa e scuola. Chi non è mai stato all’insediamento di via Guerra dovrebbe sapere che lì convivono due realtà separate, i Sinti al confine della ferrovia  in una situazione di casette e roulotte ordinate e poco dopo il campo Rom che, balza evidente alla vista, non se la passa proprio bene. Non c’è da scomodare diritti o sociologia urbana per constatare una situazione al limite della sopportazione dove tra pozzanghere, rifiuti,  e ogni materiale immaginabile transitano, parlano, vivono, come possono.

La frequenza a scuola è un tassello importante per crescere con altri e apprendere comportamenti regole  e sapere, utili a crescere. Ieri in via Guerra con le assessore Elisa Pietragalla e Mariangela Cotto anche la magistrata Donatella Masia del Tribunale di Asti  a ribadire che l’obbligo scolastico va rispettato fino ai 16 anni  “evitando di incorrere a segnalazioni cui dare seguito con processi e sanzioni”. Il fenomeno della dispersione scolastica e l’insuccesso formativo che ne consegue, registra dati poco rassicuranti. Tra gli alunni residenti al campo di via Guerra, sono oltre 20  gli inadempienti e per diversi di questi si è proceduto alla segnalazione alla Procura come previsto dalla legge.

Un dato preoccupante per cui “chiarezza nel richiamare i genitori, hanno tenuto a dire le assessore   al’istruzione Pietragalla e alle Politiche sociali Cotto “per garantire responsabilmente la frequenza scolastica dei figli, e mantenere una linea di dialogo, come ne è prova l’incontro odierno”. L’obiettivo è trovare una soluzione che permetta di continuare a offrire ai ragazzi opportunità, risucchiati altrimenti da modelli e da un contesto che può solo offrire repliche e sconfitte.