ASTI: II° Convegno in memoria di Paolo De Benedetti.

ASTI: II° Convegno in memoria di Paolo De Benedetti.

Secondo Convegno in memoria di Paolo De Benedetti

presso il Polo Universitario e la Biblioteca Astense

nei giorni 1 e 2 Dicembre 2018.

              Paolo De Benedetti ritratto da Riccardo Mannelli su Repubblica

L’EDITORIA E LA NARRAZIONE SECONDO PAOLO DE BENEDETTI

Il secondo convegno nazionale in memoria del grande biblista astigiano scomparso nel 2016, è organizzato da: Cepros Asti Onlus, Qol, Sefer, Morcelliana e Biblia, in collaborazione con il Polo Universitario “Rita Levi- Montalcini”, la Fondazione Biblioteca Astense “Giorgio Faletti”, l’Israt, la Società di studi Astesi ed Ethica.  

Si svolgerà dalle ore 15.00 alle ore 19.00 di sabato 1 dicembre 2018 presso il Polo Universitario “Rita Levi-Montalcini” presieduto da Mario Sacco e dalle 09.00 alle 13.00 di domenica 2 dicembre presso la Fondazione Biblioteca Astense “Giorgio Faletti”, presieduta da Roberta Bellesini,  il secondo convegno dedicato al ricordo del biblista e teologo astigiano Paolo De Benedetti scomparso nel 2016 all’età di 89 anni.

«A differenza però della due giorni organizzata lo scorso anno – afferma la sorella Maria, presidente del Cepros Asti – Onlus –  che vide in quell’occasione ad Asti la fitta partecipazione degli amici di una vita di Paolo, con interventi appassionati intesi a delinearne il personale ricordo, il convegno proposto in questo secondo appuntamento,  vuole invece affrontare tre temi specifici, quanto fondamentali, della vita di mio fratello:

  • Il suo modo (e quello della nostra famiglia) di sentirsi ed essere astigiano;
  • Il suo articolato e fondamentale contributo al mondo dell’editoria (PdB, così come lo aveva soprannominato l’amico Umberto Eco, fu direttore editoriale delle case editrici Bompiani e Garzanti ndr);
  • Il suo essere stato, per un’intera vita, tra i maggiori divulgatori in Italia della cultura giudaica, di cui era docente presso gli Istituti teologici di Trento e Urbino».

Due giornate tanto intense, quanto interessanti, quindi, che vedranno alternarsi sul palco dei relatori, tra i più importanti esponenti e studiosi di questi tre mondi apparentemente distinti tra loro, ma che per De Benedetti sono sempre risultati del tutto complementari l’uno con l’altro.

Relatori del convegno di Sabato 1  Dicembre saranno:

Michela Bianchi, David Bidussa, Nicoletta Fasano, Piero Gelli, Silvia Giacomoni, Maria Luisa Giribaldi, Donatella Gnetti, Laura Novati, Brunetto Salvarani e Daniel Vogelmann.

Mentre prenderanno la parola Domenica 2 Dicembre:

Gianpaolo Anderlini, Piero Capelli, Roberto Gatti, Massimo Giuliani, Giovanni Menestrina, Ezio Claudio Pia, Tiziano Rossi, Bruno Segre e Alberto Somekh.

Patrocinato dall’UNEDI, dalla Diocesi di Asti e dal Comune di Asti, infine, per i partecipanti che ne faranno richiesta sarà possibile ottenere al termine del convegno l’attestato di partecipazione  utile ai fini del riconoscimento dei crediti formativi, rilasciato dall’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea di Asti (Israt).

Ingresso libero.

Il programma completo e aggiornato è disponibile qui cliccando

su: programma convegno pdb asti 1-2 dicembre 2018 – definitivo

 con la locandina convegno pdb 2018

oppure in:

http://www.icozorz.it/allegati/newsbiblio/201833026118.pdf

www.bibliotecastense.it  –  www.uni-astiss.eu

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NOTA BENE: RINGRAZIAMO IL COLLEGA GIORNALISTA ALEXANDER MACINANTE

PER LA PREZIOSA E QUOTIDIANA COLLABORAZIONE DA OTTIMO PROFESSIONISTA.

Fondazione Asti Musei: Conferenza su “I Beni culturali del nostro territorio”.

Fondazione Asti Musei:

Conferenza su “I Beni culturali del nostro territorio”.

con l’intervento del Comandante la Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta,  Generale di Divisione Mariano Mossa su
“L’Arma dei Carabinieri in Piemonte con riferimento ad alcune specialità”.

 

con la recente nascita della Fondazione Asti Musei l’impegno dell’Ente da me presieduto è volto ad una maggiore valorizzazione e fruizione del patrimonio artistico culturale presente sul territorio astigiano. Il percorso appena intrapreso dovrà raggiungere obbiettivi di qualità e di efficienza così da saper accogliere i numerosi turisti che stanno arrivando nella nostra città. Ritengo, pertanto, doveroso prevedere il coinvolgimento degli Enti culturali locali, nonché dell’intera cittadinanza per far sì che la Fondazione Asti Musei riesca a raggiungere traguardi importanti e di eccellenza.

In quest’ottica verrà organizzata per il giorno mercoledì 28 novembre p.v., alle ore 18, ad Asti presso Palazzo Mazzetti|Corso Alfieri n. 357, una conferenza a cui parteciperà il Comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, Generale di Divisione Mariano Mossa, che con una relazione dal titolo “L’Arma dei Carabinieri in Piemonte con riferimento ad alcune specialità” espliciterà l’importanza della tutela e salvaguardia dei beni culturali con particolare riferimento al tema della contraffazione, . Sperando di poterLa incontrare in tale occasione, allego programma dell’evento e, rimanendo in attesa di un cenno di riscontro, invio cordiali saluti.

                                                                                                Il Presidente: Mario Sacco

LEGGI IL PROGRAMMA Programma_Conferenza

A.S.L. AT : Venerdì 23 Novembre 2018 – Sciopero Generale Nazionale…

A.S.L. AT : Venerdì 23 Novembre 2018 – Sciopero Generale Nazionale…

ASL.AT: Venerdì 23 Novembre 2018,Sciopero Generale Nazionale…

Venerdì 23 Novembre 2018 – Sciopero Generale Nazionale del personale della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale, degli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico (IRCCS), degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS), delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA), e delle Aziende ed enti del Servizio Sanitario Nazionale, proclamato dall’Associazione AAROI-EMAC, al quale aderiscono ANAAO ASSOMED – CIMO – FP CGIL – MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM – FASSID (AIPAC-AUMI-SIPET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA VETERINARIA SANITARIA UIL FPL. (così come previsto dall’art. 3 comma 2 della Legge 146/90 e dalla Legge 83/2000)

 L’Associazione AAROI-EMAC, al quale aderiscono ANAAO ASSOMED – CIMO – FP CGIL – MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUMI-SIPET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO- ASCOTI – FIALS MEDICI – COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA VETERINARIA SANITARIA UIL FPL,  hanno proclamato uno Sciopero Nazionale per l’intera giornata di venerdì 23 novembre 2018.

Si avvisano gli utenti che l’ASL AT garantisce, pur nel rispetto della libertà dei lavoratori di aderire allo sciopero, la continuità delle prestazioni sanitarie indispensabili e urgenti.

ASTI, PALAZZI DEL GUSTO: un successo per “I Mille Profumi del Monferrato”

ASTI, PALAZZI DEL GUSTO: un successo per “I Mille Profumi del Monferrato”

ASTI, PALAZZI DEL GUSTO: un successo per “I Mille Profumi del Monferrato”
svoltosi SABATO 17 e DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018 in

Palazzo Alfieri, Palazzo Mazzetti e Palazzo Ottolenghi.

Calorosa accoglienza alla prima edizione della manifestazione astigiana

 L’Assessorato al Turismo del Comune di Asti in collaborazione con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e il Centro Nazionale Studi Tartufo, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, del Consorzio dell’Asti DOCG, dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Astigiani, della Confcommercio Asti e della Fondazione Asti Musei ha organizzato nel fine settimana del 17 e 18 novembre la prima edizione di “Asti Palazzi del Gusto. I Mille Profumi del Monferrato”.
                                                          
I palazzi storici di Asti hanno accolto i sapori e i profumi del Tartufo Bianco d’Alba e dei vinipresentati dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e dal Consorzio dell’Asti DOCG in una nuova manifestazione pensata per approfondire la conoscenza dei prodotti d’eccellenza dell’autunno piemontese. Le colline di Monferrato e Langhe, patrimonio Unesco, si uniscono nel segno del Tartufo Bianco d’Alba e di una enogastronomia di tradizione e innovazione che sempre di più e sempre meglio è fonte di sviluppo territoriale e turistico. Show cookinganalisi sensoriali e wine tasting, ma anche incontri di formazione, un convegno scientifico sul Tuber magnatum Pico e naturalmente le opportunità d’acquisto alla mostra mercato del tartufo, arricchite dalle bancarelle dei prodotti del territorio in Corso Alfieri nella giornata di domenica, sono state l’ossatura di un esperimento riuscito che ha visto tanto pubblico arrivare non solo da Asti e dalle sue colline, ma da tutto il Piemonte e dalle regioni limitrofe.
 
La ricca programmazione dei due giorni si è inaugurata sabato 17 novembre alle ore 11 a PALAZZO MAZZETTI con l’importante convegno “Tartufo: gestione di un patrimonio” a cura del Centro Nazionale Studi Tartufo e della Regione Piemonte, in collaborazione con IPLA (Istituto Piante da Legno e Ambiente). Come si gestisce un patrimonio naturale eccellente? Come si coniugano ricerca scientifica e applicazioni pratiche? Questo incontro, affollato e ricco di spunti, ha presentato i recentissimi studi che hanno svelato il dna del Tuber magnatum Pico e analizzato le buone pratiche piemontesi e le prospettive future per la salvaguardia delle tartufaie naturali e lo sviluppo delle pratiche di tartuficultura del territorio piemontese. “Questo convegno è stato un momento di divulgazione molto utile sia per gli aspetti che riguardano i nuovi risultati della ricerca, sia per la diffusione di quell’insieme di buone pratiche che riescono a mantenere e tutelare le tartufaie. É stata anche l’occasione per illustrare la candidatura Unesco a Patrimonio Immateriale dell’Umanità della “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali”, ovvero quell’insieme di pratiche che solo da noi sono legate alla cultura del Tartufo – dichiara Antonio Degiacomi Presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo. È  stata anche una importante occasione per raccontare la centralità del Centro Studi Tartufo di Alba, e la relazione che da oltre vent’anni portiamo avanti, in nome del Tuber magnatum Pico, con Università, Centri di Ricerca e Associazioni di Cercatori e Amministrazione Locali”

PALAZZO ALFIERI per due giorni è stato sede del “Mercato del Tartufo”, uno spazio unico dove i trifolao astigiani hanno portato i frutti di un’ottima annata per quantità e qualità del prodotto e che, soprattutto, è stato per occasione di acquisto di un prezioso tartufo. Per tutti coloro che hanno scelto di comprare il Tuber magnatum Pico gli standard qualitativi sono stati garantiti dalla Commissione Qualità che – sotto la supervisione del Centro Studi sul Tartufo – si è occupata di controllare ogni singolo esemplare di Tartufo Bianco d’Alba venduto al Mercato del Tartufo.
 Una delle sale di Palazzo Alfieri, poi, è stata trasformata in una elegante cucina da grande ristorante per i Foodies Moments, ovvero gli show cooking dove il Tartufo Bianco d’Alba ha incontrato la cucina d’autore. Quasi sempre sold out gli appuntamenti con Enrico Trova (OSTERIA DEL DIAVOLO – ASTI) e Giuseppe Palermino (RISTORANTE LA BRAJA – MONTEMAGNO) insieme alla Stella Michelin  Walter Ferretto (CASCINALENUOVO – ISOLA D’ASTI): momenti appassionanti e vetrine sul gesto creativo che anima le migliori cucine del territorio nella creazione di piatti in cui il Tartufo Bianco è stato il protagonista. Lo chef stellato Andrea Ribaldone (OSTERIA ARBORINA – LA MORRA) intervenuto durante lo show cooking dell’amico Walter Ferretto ha aggiunto in chiusura dell’esperienza: “Il Piemonte produce alcuni fra i migliori gioielli della natura, e gli chef del nostro territorio che fanno cucina gastronomica li esaltano partendo dalle tradizioni, ma “customizzandole” ovvero innovando  continuamente. Le occasioni come questa, quando si può entrare nelle loro cucine e scoprire i segreti degli abbinamenti con il Tartufo Bianco d’Alba, sono uniche e da non perdere.”
 
Il Mercato del Tartufo di Palazzo Alfieri, con le opere del grande fotografo inglese  Mark Cooper a fare da splendida quinta, hanno anche ospitato domenica 18 la premiazione del “miglior piatto”e del “miglior tartufo” in collaborazione con l’Associazione ATAM – Associazione Trifulao Astigiani e Monferrini in presenza delle autorità locali e regionali e dei rappresentanti degli Enti ed Associazioni coinvolti nel progetto. Nella categoria “singolo cercatori” il primo premio, per un bellissimo tartufo da 265 gr., è andato a Giancarlo Benedetti, mentre per il “miglior piatto” e un totale di 1879 gr è stato premiato Roberto RolandiDavide Curzietti ha vinto il primo premio nella categoria commercianti per il singolo da 634 gr, e la Tartufingross di Alba ha vinto per il miglior piatto con un totale di 5981 grammi di splendidi tartufi.
 

Apprezzatissime e affollate nella regale Sala degli Specchi di PALAZZO OTTOLENGHI le esperienze immersive di Analisi Sensoriale del Tartufo guidate dai giudici di Analisi Sensoriale del Centro Nazionale Studi Tartufo e le Wine Tasting organizzate dai partner Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e Consorzio dell’Asti DOCG.  I molti visitatori, dopo aver partecipato ad una delle iniziative de “I Palazzi del Gusto”, hanno potuto godere degli ingressi a prezzo ridotto alla mostra Chagall. Colore e magia, in corso a Palazzo Mazzetti così come a Palazzo Alfieri, Cripta e Museo di Sant’Anastasio, Torre Troiana, Domus Romana, Complesso di San Pietro, Museo Diocesano, Museo Paleontologico Museo del Palio.
 
“Con “Asti Palazzi del Gusto. I mille sapori del Monferrato” la nostra città alza l’asticella della qualità – dichiara il sindaco di Asti Maurizio Rasero -. Con questa manifestazione si segna un cambio, ed è il primo passo di un percorso che ci auguriamo prosegua nel tempo continuando nel segno della straordinaria collaborazione che si è creata fra tutti i più interessanti attori del nostro territorio nel segno di una eccellenza gastronomica che incontra il patrimonio storico e artistico di Asti”“Una prima edizione molto positiva – afferma l’assessore al turismo di Asti Loretta Bologna – nel segno di una rinnovata collaborazione fra i territori di Asti e Alba perché ha dato occasione a molti astigiani di conoscere più da vicino, magari partecipando ad una Analisi Sensoriale del Tartufo o ad una Wine Tasting organizzata dai nostri Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e Consorzio dell’Asti DOCG, i nostri palazzi storici dove magari non avevano avuto occasione di entrare. Con soddisfazione abbiamo visto molti turisti e abbiamo raggiunto l’obiettivo di far cresce anche da noi la cultura del Tartufo che, insieme ai nostri vini, è una straordinaria risorsa.”
 
“Il Piemonte, recentemente decretato dalla guida Lonely Planet tra le Regioni da visitare nel 2019, è più che mai una meta da raggiungere e vivere intensamente e per questo motivo la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba allarga i propri confini collaborando e dialogando con tutto il territorio. – dichiara la Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana Allena. Tutti i turisti attratti dal Tartufo e dai grandi vini così come dagli appuntamenti come dalle occasioni come splendida mostra di Chagal, dagli aspetti storici e paesaggistici di Langhe, Roero e Monferrato possono lasciarsi conquistare dai numerosi stimoli che arricchiscono i weekend d’autunno. Sono particolarmente orgogliosa di questa collaborazione tra Ente Fiera e Centro Nazionale Studi Tartufo con la Città di Asti che ha spalancato le porte dei suoi sontuosi edifici per la prima edizione di Asti Palazzi del Gusto, una sinergia resa possibile dal supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e grazie alla collaborazione del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, del Consorzio dell’Asti DOCG, dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Astigiani, della Confcommercio Asti e della Fondazione Asti Musei.”
 
“La Fondazione Asti Musei – dice il presidente Mario Sacco, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti – ha partecipato con entusiasmo all’iniziativa Asti Palazzi del Gusto, sia mettendo a disposizione la sala conferenze di Palazzo Mazzetti per la conferenza sul tartufo, sia concedendo l’ingresso ridotto alla mostra su Chagall ai partecipanti alle diverse iniziative legate alla manifestazione. Legare tra loro i palazzi storici di Asti è d’altronde la mission della Fondazione, e un’iniziativa come questa non può che corroborare il nostro convincimento che cultura, turismo ed enogastronomia siano motori dello sviluppo della nostra città”.
 
“Siamo complessivamente contenti di aver partecipato a questa prima edizione. Le nostre degustazioni hanno fatto il pieno di pubblico a dimostrazione dell’interesse verso la Barbera e i nostri vitigni – sostiene Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato – Ci auguriamo che i nostri vini siano sempre più protagonisti in questo incontro tra eccellenze piemontesi e al centro della comunicazione e del racconto dei nostri territori.” “Un evento apprezzato che ha incontrato i favori del pubblico. I nostri vini hanno avuto momenti interessanti, – dichiara Romano Dogliotti, Presidente del Consorzio dell’Asti Docg – l’inconfondibile bouquet, elemento che contraddistingue da sempre le nostre denominazione e i profumi del tartufo sono espressioni di un territorio vocato a esprimere eccellenze apprezzate in tutto il mondo.”
 
“Questa prima edizione è stata un grande successo che ha premiato l’impegno di tutti i partner che hanno contribuito alla sua realizzazione. In particolare sono davvero contento del successo degli show cooking che hanno avuto molto pubblico – dichiara Bruno Violato, Presidente Associazione Albergatori e Ristoratori di Asti e Provincia. Esprimo quindi la soddisfazione della nostra Associazione che ancora una volta ha dimostrato grande qualità e professionalità nella preparazione dei migliori piatti del territorio in abbinamento al Tartufo Bianco d’Alba. Ottimo anche il riscontro che ho raccolto dai colleghi ristoratori che nel corso della settimana hanno realizzato menù speciali in onore della manifestazione. Questo appuntamento è solo il primo passo verso futuri progetti più ambiziosi e importanti per il territorio che rappresentiamo.”

NOTA BENE: Le FOTO di questo servizio sono di GIULIO MORRA

PER INFORMAZIONI
0141 399526 manifestazioni@comune.asti.it

PER PRENOTAZIONI  www.fieradeltartufo.org

“INTELLIGENZA ed EMOZIONI” di Carmine Tedesco

“INTELLIGENZA ed EMOZIONI” di Carmine Tedesco

A proposito di

INTELLIGENZA ed EMOZIONI

di Carmine Tedesco

 Fino agli anni Ottanta del sec. XX, il successo e l’insuccesso, in tutti i campi della vita (scolastica, lavorativa, professionale, sociale, artistica, imprenditoriale, familiare, pubblica e, anche, privata), erano indissolubilmente legati al QI (Quoziente Intellettivo) dei singoli soggetti: più alto era il QI (la normalità ruotava intorno ai 90/120 punti) più certa era l’affermazione nella vita, sotto ogni aspetto.

intelligenza-emotiva

Nel 1995 arriva la scossa: lo psicologo-scrittore Daniel Goleman (Stokton, 1946) pubblica, a New York, con ‘Bantam books’, il libro ‘Emotional Intelligence’ (‘Intelligenza Emotiva’). Da quell’anno l’uomo cessò di essere solo QI e divenne QI+EI. Cioè: la misurazione dell’intelligenza continuava ad essere legata alla ‘quantità’ dell’intelligenza ma, contestualmente, interveniva la componente emotiva a riqualificarla. In altri termini: alla radice razionale delle azioni umane veniva correlata la forza della emotività; non più solo ragione ma ragione e cuore. Le conseguenze di questa integrazione non si fecero attendere: nel processo valutativo generale molte cose cambiarono e, nella pratica personale e sociale, mutarono gli atteggiamenti ed i comportamenti dei singoli soggetti: il mondo, i fatti, i valori assunsero un profilo diverso; divennero più compositi, maturi, umani. I campi che maggiormente beneficiano del nuovo corso sono numerosi; noi, sulla base delle novità introdotte dal Goleman, ne prendiamo in considerazione i cinque più importanti.

 1.     LA MOTIVAZIONE

Dinanzi alle difficoltà della vita (lavoro, fallimento, incomprensioni, dispute, prepotenze, etc.)  serve poco o nulla ricorrere agli arbitrati esterni, amichevoli o giudiziari. L’uscita dal vicolo buio in cui siamo caduti è in ciascuno di noi; fiducia in se stesso, autocontrollo, entusiasmo ottimismo sono gli ingredienti che veramente contano e rappacificano. Prendiamo l’esempio dei molti campioni dello sport: il successo non viene mai da solo, ma è il risultato di impegno, sacrifici, rinunce; anche se  ciò comporta, spesso, stanchezza e noia, ciascuno è consapevole che, per emergere, bisogna essere convinti che certe scelte vanno fatte non perché ce le impongono gli altri, ma perché le vogliamo noi, ne siamo convinti, ne riconosciamo le motivazioni personali, intime e costruttive.

downloadNella fattispecie, l’esempio che meglio illustra la forza del ‘possesso di sé’ è quello proposto dallo psicologo Martin Seligman dell’Università di Pennsylvania alla compagnia di Assicurazioni ‘MetLife’, impegnata nella selezione di personale idoneo nella vendita ‘porta a porta’. Egli consigliò alla Società non tanto di assumere i più bravi nelle prove attitudinali, ma con un alto quoziente di pessimismo, quanto coloro che avevano conseguito un alto punteggio nei test sull’ottimismo. Successivamente monitorati, il gruppo dei secondi, nelle vendite, aveva superato il gruppo dei primi di ben il 21%. Motivo? I pessimisti si scoraggiano presto dinanzi ad un insuccesso e quasi si convincono che quel lavoro non è adatto a loro; gli ottimisti, invece, trovano sempre una ragione per non arrendersi (“Forse ho sbagliato nell’approccio”, “Quel cliente era troppo scorbutico”, “La signora non doveva attraversare un periodo felice della vita”); cioè: evitano di autoincolparsi e individuano il negativo nella situazione contingente (“La prossima volta andrà meglio”). I pessimisti sono, allora, perdenti nati? Non è detto. Anche loro, con la pratica e la buona volontà, riusciranno a superare le esperienze negative, impegnandosi a riflettere con maggiore fiducia sulle proprie azioni e a guardare la situazione in termini meno autodistruttivi.

 2.     LA COSCIENZA

download-1 La coscienza è alla base dell’Intelligenza Emotiva. Qualsiasi emozione, in prima istanza, va conosciuta e decodificata con intelligenza e viceversa; nella misura in cui questa reciprocità è intima e rispettosa migliora l’esistenza di ciascuno. Il neurologo Antonio Damasio, nel libro ‘L’errore di Cartesio’, dimostra che la persona che ha consapevolezza delle proprie emozioni è padrone dei cosiddetti ‘marcatori somatici’, ovvero di quei sentimenti che arrivano alle viscere sconvolgendole, anche se in maniera inconscia. E’ il caso, ad esempio, di colui che è allergico ai rospi. Anche se i compagni, a più voci, lo rassicurano dicendo che non fanno niente o addirittura ne prendono uno con la paletta per farglielo vedere da vicino, egli scappa affannato o tenta di nascondersi dietro il vicino per sottrarsi alla vista dell’anfibio. Nonostante le iniziative di rassicurazione, il suo respiro diventa affannoso, il suo cuore accelera i battiti e sulla pelle compaiono chiari segni di sudorazione. Spiega il neurologo: se ciascuno di noi, con vari tentativi, teorici o discorsivi, visivi o di immagine, arriva a percepire una qualche consapevolezza emozionale di quello che sta osservando o di cui si sta discutendo, siamo sulla strada che porta alla padronanza di sé superando il cattivo umore di partenza.

 3.     L’UMORE.

Chi non ha vissuto momenti di buono o cattivo umore? Ebbene, considerato che l’umore è uno dei sentimenti che più influenza la formazione del carattere, diventa importante che ciascuno si sforzi di mantenere equilibrati i due poli. Sull’argomento, specifici ed efficaci consigli ritroviamo nei risultati dei sondaggi della psicologa Dianne Tice della ‘Case Western Riserve University’ (Cleveland, Ohio) che ha raccolto le risposte di oltre 400 soggetti alla domanda: “Quale tattica metti in atto per scacciare il cattivo umore?”. Dalle risposte risulta chiaramente che la causa prima del malumore è la rabbia, il sentimento che, più di ogni altro, non fa ragionare. La Tice lo esemplifica con una esperienza ricorrente: all’automobilista che, al semaforo, viene sorpassato a velocità folle da chi stava dietro di lui, viene spontaneo l’impulso di alterarsi lanciando frasi offensive (“Incosciente! Potevi procurare un incidente. Ora ti faccio vedere io!”) e, preso dall’ira, si mette a rincorrere il trasgressore diventando a sua volta un conducente pericoloso. Questa reazione va assolutamente evitata. La cosa più importante è sforzarsi di fare sbollire la rabbia pensando a motivazioni alternative soffici. Nel caso del nostro esempio: “Forse aveva una faccenda urgente da sbrigare”. Secondo la Tice, è questa la misura più appropriata per evitare, a propria volta, di farsi comandare dall’ira velenosa.

Daniel Goleman

Daniel Goleman

Nelle altre occasioni di arrabbiatura, che non mancano mai, varie sono le iniziative per disintossicarsi. Così, dopo un battibecco in famiglia, una lite col vicino di casa, uno scontro sul posto di lavoro, etc., farsi una passeggiata o una corsetta solitaria hanno il potere di raffreddare l’ira in quanto la concentrazione intima sull’accaduto induce a riconsiderare la causa della rabbia; anche la lettura di un libro interessante o di un fumetto di Topolino o la visione di un filmato spassoso o una pedalata in bicicletta o una serie di esercizi di respirazione profonda possono allontanare l’ansia e la depressione. Due cose, fortemente, bisogna comunque evitare: rinchiudersi in una stanza a rimuginare sull’accaduto, entrare in un bar e bere due whisky. In ultimo, ma non ultimo, esiti rasserenanti possono venire anche dalla preghiera, indipendentemente dalla religione praticata.

 4.     L’IMPULSO

Di rado l’impulso, ovvero quel moto viscerale che ci spinge a fare delle cose senza rendercene conto, può portare dei vantaggi (vedi il caso in cui la risposta è impellente e non c’è tempo per riflettere o a seguito del classico ‘colpo di fulmine’ amoroso); ben più ricorrenti, però, sono i casi in cui esso ci trascina nell’impensabile, nell’irrazionale, nella vergogna. Ecco, allora, la necessità di emotivamente autoregolarsi concedendosi quegli attimi necessari per inquadrare il problema e focalizzare l’obiettivo da raggiungere.

Walter Mischel

Walter Mischel

 Negli anni Sessanta, lo psicologo Walter Mischel della Stanford University (California), per convalidare questa scelta attendista, porse ai bambini di una Scuola dell’infanzia il seguente dilemma: “A tutti viene offerta una caramella, ma a chi avrà la pazienza di attendere il ritorno del docente, allontanatosi per una incombenza urgente da sbrigare, verrà data una seconda caramella”. La tentazione era forte, tuttavia la maggioranza dei bambini afferrò la caramella e subito la divorò. Gli altri, pur tentati, ebbero la forza di resistere ingannando il tempo dell’attesa distogliendo lo sguardo dall’oggetto del desiderio, coprendosi gli occhi con le mani, appoggiando la testa sul banchetto facendo finta di dormire, parlando e scherzando tra di loro, ripetendo lentamente la numerazione, etc.. Ovviamente, i 10/15 minuti di attesa furono pesanti per tutti, interminabili; alla fine, però, oltre alle due caramelle, ciascuno poté vantarsi di avere raggiunto l’obiettivo. Riflessi: i bambini che avevano mangiato la caramella subito, nell’adolescenza, si rivelarono vuoti, indecisi e deboli nelle aspirazioni; gli altri, invece, dimostrarono sicurezza, consapevoli e capaci nell’affrontare le frustrazioni della vita. Morale: è senz’altro difficile sfuggire alle tentazioni, ma con mirate esercitazioni, tese a volgere lo sguardo ai vantaggi futuri e al raggiungimento di obiettivi maggiormente gratificanti, l’impulso può essere educato.

 5.     LA CONVIVENZA

Convivere è sempre stato un paradigma sociale necessario. La semplice convivenza, però, non è sufficiente; è imperativo sapere vivere in pace, in armonia, nel rispetto reciproco. Cosa sicuramente, oggi in ispecie, non facile ma che pure bisogna adottare in quanto di estrema importanza in famiglia, sul lavoro, nell’amicizia, nel complesso della vita. Il fulcro del rapporto interpersonale è nello stato d’animo che noi viviamo e trasmettiamo o riceviamo dagli altri. Questo stato è molto sensibile sia in entrata che in uscita: ciascuno percepisce l’umore altrui anche da una sola parola (es.: la ricorrente parola ‘Grazie!’ ha la forza di farci sentire accettati o rifiutati, dominati o apprezzati); quanto meglio riusciamo a ‘catalogare’ i messaggi emotivi che gli altri ci lanciano, tanto più riusciremo a controllare i segnali che noi inviamo agli altri.download

L’importanza dei buoni rapporti tra persone venne dimostrata, tra gli altri, dagli psicologi Robert Kelly della ‘Carnegie-Mellon University’ (Pittsburgh) e Janet Caplan con la ricerca condotta nei laboratori della società ‘Bell’ a Naperville (Illinois) tra i tecnici e i ricercatori assunti in base all’elevato punteggio del QI. Il risultato evidenziò che, nonostante la parità di partenza, solo pochi riuscivano ad eccellere nelle mansioni loro affidate; i rimanenti più che altro oziavano. Il motivo, eclatante, fu individuato, dai due studiosi, nel fatto che i primi avevano avuto l’accortezza di crearsi una vasta rete di rapporti interpersonali alla quale ciascuno liberamente e fiduciosamente poteva ricorrere in presenza di difficoltà impreviste; i secondi, invece, credevano di potere risolvere tutto da soli per cui, quando si trovavano in difficoltà, erano costretti ad arrabattarsi nella ricerca degli interlocutori disponibili e aspettare inerti il loro comodo nel dare riscontro alle richieste. Dedussero gli studiosi: la riuscita nel lavoro non dipende tanto dal Quoziente Intellettivo quanto dall’Intelligenza Emotiva. 

6.     CONCLUSIONE

La morale a cui conduce l’intero suesposto discorso, già riportata nel testo ricordato di D. Goleman, è una sola: gli elementi basilari che influenzano maggiormente la vita dell’uomo nella sua totalità sono: la padronanza di sé, la perseveranza e l’empatia; ma questi sono proprio le doti che qualificano l’Intelligenza Emotiva la quale, a sua volta, esercita un’influenza determinante nella misurazione del Quoziente Intellettivo.                                     

Carmine Tedesco