Asti: l’Ordinanza del Sindaco sulle deiezioni canine.

ASTI: L’ORDINANZA DEL SINDACO SULLA RACCOLTA DEIEZIONI CANINE  E LAVAGGIO SUOLO PUBBLICO

   ASTI, 17 gennaio 2019 –  Abbiamo ricevuto, ieri, comunicazioni da parte dell’Ufficio del Sindaco Maurizio Rasero sulla firma dell’ordinanza n. 5/2019 relativa alla rimozione delle deiezioni canine e al lavaggio del suolo pubblicoTale provvedimento, condivisibile al 100%, è stato da noi letto – e qui pubblicato – nell’integrale documentazione dell’Albo Pretorio comunale – opportunamente adattato solo sul piano grafico affinché i ns. Lettori ne prendano diretta visione e ricordino come esso divenga operativo dal 31 gennaio p.v.

   Non c’è alcun dubbio nel condividere il comunicato del Sindaco quando dice che <<  …la mancata rimozione delle deiezioni animali e la relativa pulizia del suolo pubblico, in particolare sui marciapiedi destinati ai pedoni, nelle aiuole e nei luoghi destinati alla ricreazione e allo svago dei cittadini, oltre a costituire un atto di maleducazione e di inciviltà, possono comportare rischi per la salute della popolazione, soprattutto per le fasce più esposte. Chi è proprietario di un cane, infatti, non è solo responsabile del suo benessere, ma anche del suo comportamento e, pertanto – prosegue il Sindaco – chi porta a spasso il proprio cane deve evitare che il suolo pubblico venga sporcato munendosi di idonea attrezzatura, da esibire su richiesta agli agenti di Polizia Municipale: paletta e sacchetto per la raccolta delle deiezioni e acqua per il lavaggio delle urine, preservando così igiene e decoro dei luoghi. Per facilitare la raccolta delle deiezioni, i cittadini proprietari di animali da compagnia possono poi usufruire gratuitamente degli appositi cestini posizionati in molte zone della città nel rispetto delle più basilari regole di tutela dell’ambiente e di pulizia.>>

A tal proposito, il Sindaco Rasero ha concluso così: << Le  numerose segnalazioni e lamentele pervenute da parte di residenti e turisti in merito ai disagi derivanti dalla presenza di deiezioni su suolo pubblico, nei parchi e nelle aree verdi hanno indotto l’Amministrazione ad assumere tale ordinanza ancor più severa rispetto alla precedente. Infatti, una città più pulita è una città più bella e più vivibile. Inoltre, rispettare le regole aiuta a far superare ogni forma di intolleranza verso la presenza degli amici a quattro zampe nella nostra città.>>

                                                    LEGGI L’ORDINANZA: ORDINANZA DEIEZIONI CANI DEL SINDACO ASTI

A Moncalvo (AT): “La Signora Felicita, ovvero la Felicità” in scena Domenica 20 Gennaio.

A Moncalvo (AT): “La Signora Felicita, ovvero la Felicità” in scena Domenica 20 Gennaio.

Continua la stagione teatrale a Moncalvo:

il 20 gennaio in scena “La Signora Felicita, ovvero la Felicità”

Continua la stagione teatrale di prosa al Teatro civico Montanari di Moncalvo. Domenica 20 gennaio, alle ore 17, al teatro Civico di Moncalvo, andrà in scena lo spettacolo “ La Signorina Felicita, ovvero la felicità”, di Lorena Senestro con Lorena Senestro , musiche originali ed esecuzione dal vivo di Andrea Gattico, luci di Francesco Dell’Elba, progetto scenografico di Massimo Betti Merlin e Francesco Dell’Elba. Regia di Massimo Betti Merlin. Una copodruzione Teatro Stabile di Torino e Teatro della Caduta.

Nelle vesti della signorina Felicita, Lorena Senestro propone una  personalissima interpretazione del celebre “salottino in disuso” di Guido  Gozzano, accompagnata al pianoforte da Andrea Gattico, che ricorda il  pianista da tabarin torinese, con quell’ironia tipica e quel ”senso buffo d’ovo  e di gallina” che pervade le poesie di Gozzano.

Felicita è appartenuta davvero alla biografia del poeta, ma con un nome  diverso. Nello spettacolo la ritroviamo nel salotto della sua “casa  centenaria”, imprigionata dai ricordi e anch’essa “in disuso”, sempre nubile,  in compagnia del cucù e del mobilio che assumono, come fantasmi, proporzioni smisurate. Immobilizzata nel tempo sospeso dell’attesa, spera  nel ritorno di Guido. Ma Guido non tornerà più: stroncato a trentadue  anni dalla tubercolosi, è vivo solo nei ricordi di giovinezza di Felicita. 

Una esistenza di provincia, spesa in compagnia del padre e ravvivata  dall’emozione degli incontri con Guido, il “poeta vagabondo”, suo primo e  forse unico innamorato. Lorena Senestro lavora alla drammaturgia come Felicita con le camicie  del padre: cuce pazientemente, con lavoro accurato, solo quegli estratti  dei versi in grado di prendere vita sul palcoscenico, passati al vaglio della prova pratica dell’attore sulla scena. Una procedimento di scrittura scenica che  accompagna il suo lavoro dagli esordi – prima con Leopardi e poi con Flaubert

CHI E’ LORENA SERESTRO: – Classe 1979, vive e lavora a Torino.Laureata in Drammaturgia teatrale al DAMS di Torino, si è formata sul palcoscenico da autodidatta con esibizioni settimanali nel suo teatro. Parallelamente ha frequentato corsi saltuari con attori – quali Remondi e Caporossi, Loco Brusca, Eugenio Allegri, Andrea Renzi, Pierre Byland, Philippe Gaulier – e corsi di dizione, canto e uso della voce.

Autrice e interprete dei suoi spettacoli, ha iniziato il suo lavoro teatrale nel 2003, costruendo con le proprie mani il Teatro della Caduta di cui è direttore artistico insieme al marito, Massimo Betti Merlin, anche regista abituale dei suoi spettacoli. Nel 2014 hanno ricevuto il Premio nazionale Titivillus8Kilowatt: ideato da Franco Quadri e Luca Ricci e assegnato ogni anno a “un GIOVANE DIRETTORE ARTISTICO che si sia distinto per la qualità del proprio lavoro, per le idee messe in campo, per la forza della proposta artistica, per la capacità di accoglienza, nonché per la trasparenza e la correttezza professionale”. …            

SEGUE… CURRICULUM: CvLorena_Senestro_2017_FUS-2

La vendita dei biglietti singoli sarà effettuata solo il giorno stesso presso la cassa del teatro a partire da un’ora e mezza prima dell’inizio dello spettacolo.
E’ possibile prenotare i posti dal martedì alla domenica mattina, dalle 9,30 alle 12,30, telefonando presso la Drogheria Broda di Moncalvo al numero 0141917143 oppure, solo per informazioni o urgenze, ai numeri 01411720695 e 3738695116, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 17,30, o inviando un email a info@arte-e-tecnica.it.

Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con il circuito Piemonte dal Vivo e Comune di Moncalvo, il contributo di Fondazione CRAT e CRT e la sponsorizzazione della Cassa di Risparmio di Asti.

La C.R.ASTI in Partnership col Gruppo Helvetia e CNP Assurances

La C.R.ASTI in Partnership col Gruppo Helvetia e CNP Assurances

ASTI: LA CASSA DI RISPARMIO RAFFORZA

IL COMPARTO BANCASSICURAZIONE CON LA PARTNERSHIP

DEL GRUPPO HELVETIA E CNP ASSURANCES.

Sottoscritti accordi pluriennali per cogliere

insieme ai partner le opportunità che il mercato della

Bancassicurazione riserverà nei prossimi 10 anni. 

Il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti1 comunica di aver sottoscritto accordi strategici con il Gruppo Helvetia e con il Gruppo CNP Assurances. Un importante risultato che conferma da un lato il rafforzamento del comparto della bancassicurazione delle banche del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti e dall’altro la centralità del canale bancario nella strategia di sviluppo dei partner.

La collaborazione già in atto fra Banca di Asti e Chiara Assicurazioni S.p.A. – Gruppo Helvetia – nel comparto danni non auto sarà, dunque, ulteriormente rafforzata dall’aggiunta di un nuovo accordo distributivo con Helvetia Italia Assicurazioni S.p.A. per la vendita del prodotto auto e una partnership con Helvetia Vita S.p.A. per l’offerta di prodotti di risparmio e investimento. Dall’accordo scaturiranno soluzioni assicurative nei comparti Vita e Danni appositamente concepite per soddisfare le esigenze della clientela. Qualità, completezza e innovazione della gamma prodotti saranno al centro della partnership. L’accordo con il Gruppo CNP Assurances prevede l’offerta integrata di soluzioni assicurative che rispondono alle esigenze dei privati, con prodotti a tutela della persona e del suo tenore di vita, e delle figure chiave delle aziende per tutelare la continuità del business. Le soluzioni assicurative sono pensate per coloro che sottoscrivono mutui e finanziamenti della Banca.

Carlo Demartini, Amministratore Delegato del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, conferma che “…la scelta intrapresa oltre dieci anni fa ha consentito di attivare la bancassicurazione a beneficio dei clienti delle Banche del Gruppo, mantenendo una strategia multi-compagnia. L’accordo raggiunto con il Gruppo Helvetia e con il Gruppo CNP Assurances, a seguito di un’attenta analisi del mercato e secondo la specializzazione e l’esperienza di ogni soggetto, è in linea con la nostra politica commerciale e ci consente di ampliare la proposta assicurativa per offrire ai nostri clienti le migliori soluzioni.”

Secondo l’Amministratore Delegato di Helvetia Vita e di Chiara Assicurazioni, Fabio Carniol, “…questo importante accordo si inserisce nella strategia di crescita del Gruppo Helvetia nel mercato italiano della bancassicurazione, attraverso lo sviluppo di partnership con banche di medie dimensioni leader nei rispettivi territori. Siamo lieti e orgogliosi di essere stati scelti dal Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Asti come partner strategico di riferimento, anche alla luce della pluriennale collaborazione con Chiara Assicurazioni”.

Gilles Ferréol, Country Manager di CNP Assurances Italia, ha commentato: “Siamo molto lieti di aver rafforzato ulteriormente la partnership, già in essere da diversi anni, con un accordo in esclusiva che mira a dare continuità alla collaborazione con il Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Asti. Siamo entusiasti di poter promuovere, in maniera congiunta con la Banca, l’importanza della protezione del reddito e del capitale umano, che sempre più sta emergendo nella cultura del nostro Paese”.

Asti, 14 gennaio 2019 – comunicato.stampa@bancadiasti.it

Piazza Libertà, 23 – 14100 Asti AT – Tel. 0141 393660 www.bancadiasti.it

(1) NOTA A MARGINE: Sulla storica data di nascita (1842) della C.R.ASTI si legga in questo giornale la recensione del ns. Direttore allo straordinario volume “Il Risorgimento nell’Astigiano, nel Monferrato e nelle Langhe” finanziato dalla Fondazione della stessa Banca, cliccando qui sotto:

”IL RISORGIMENTO NELL’ASTIGIANO, NEL MONFERRATO E NELLE LANGHE“

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO  MONELLO: un’originale “Miscellanea” di Sogni e Storie d’un eclettico Artista.

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO  MONELLO: un’originale “Miscellanea” di Sogni e Storie d’un eclettico Artista.

Un’originale Miscellanea di Sogni e Storie d’un eclettico Artista:

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO MONELLO

SCULTURE (Luci nelle Ombre) ed OLI spatola (Calore del Colore)

Sicula Editrice-Netum, pagg.178, Noto, 2018, Ed.ne Italiano/Inglese f. com.cio.  

     di  Biagio Iacono

   Diciamolo subito – avvertendo il Lettore – che questo della ns. Sicula Editrice-Netum di Noto(SR) – non è un volume “grande” perché da me accolto in 178 pagine, con traduzione inglese affiancata, formato A/4 di carta patinata con pregevole copertina d’un “lucido” particolare: Miscellanea 2013-2018 è un grande Manifesto dell’Arte e della Vita d’uno straordinario Artista che non è facile “etichettare” negli “…ismi” dell’Otto/Novecento né in alcun altro Movimento se volessimo “inquadrarlo”, per forza, in una nostra o qualsivoglia “categoria” filosofico-estetica, proprio per come spesso  giocoforza giudichiamo! 

APRI cliccando sulle immagini  

   In 46 anni d’attività editoriale, dal 1972, non mi era mai capitato d’affidare “a scatola chiusa” la totale autonomia ad un Autore nella scelta di impaginare e “confezionare” liberamente un ns. libro: anzi, alla massima “L’Autore è il mio…Nemico!” avevo da poco aggiunto quella per cui, chiunque fosse stato l’Autore, dopo avermi consegnato il suo cosiddetto “manoscritto”, si sarebbe dovuto “… fermare davanti alla porta dell’Editore!”  Nulla di tutto questo, invece, col mio Amico e poliedrico Artista, il prof. Nuzzo Monello, per me da sempre dimostratosi un “Grande” in più molteplici aspetti: per la qual cosa non mi scomposi quando, a poco più d’un anno dalla sbalorditiva pubblicazione della sua davvero “grande” e straordinaria Antologia – titolata in greco ἀνϑολογία – egli mi venne ad offrire il manoscritto di L’Arte fra le mani.  Mi trovai così – io sì – “fra le mani” un’altra sua stupefacente espressione d’Arte, frutto di quella profonda Maieutica socratica che, dall’Io più inconscio, a Nuzzo da tempo in seno bruciava: aveva infatti, egli, in quelle prime bozze già “miscelato” un succo immaginifico di “miele narrativo” sul piano estetico-filosofico, ben consapevole del faticoso cammino che ci attendeva nella voluta dis-ordinata presentazione cartacea da realizzare nell’elaborazione “grafico-visibile”, propria d’una edizione come questa di non comune formato. E, tuttavia, non immemore e cosciente delle mie conclusioni in quella Antologia – con cui avevo ribadito di …riassociare l’immagine di Nuzzo Monello all’omerico-dantesca straordinaria figura dell’Uom di multiforme ingegno… come un novello Ulisse dei nostri giorni…ecc. ecc.1 – caddero d’improvviso tutti i miei consolidati “pre-giudizi” e – con la direzione d’una Collana tutta sua – gli concessi anche quella libertà che a nessuno mai avevo dato fino ad allora: solo così, finalmente, poteva nascere ed è nata – absit iniuria verbis  – una vera “Grande” opera d’Arte!  Fatta una sì necessaria premessa al Lettore, in questa sede sfoglierò solo alcune pagine non esaustive, tuttavia, della complessa articolazione di L’Arte fra le mani in cui Nuzzo Monello “narra” la propria vita di Uomo e d’Artista, mentre mette a fuoco il meglio delle sue opere relative agli  anni 2013~2018 presentando ben 26 sculture in maiolica e 10 pitture su tela ad olio con tecnica a spatola. Non si tratta di mere illustrazioni prive di senso o insignificanti, perché vanno inserite nell’ampio e più intimo “messaggio” che l’Autore ci “lancia” coinvolgendo psico-analiticamente – ora uno ora altro studioso, scrittore o giornalista che sia – nell’indagine profonda del suo “Io” più nascosto ed “inconscio”. …  Egli sa bene che solo attraverso la concreta visione plastica le sue opere, pittoriche o in ceramica che siano, potranno permettergli l’occasione di “esprimere” e proporre un suo personale “messaggio”, difficilissimo ed impossibile sul piano strettamente linguistico: proprio come la dantesca “materia sorda” del Poeta che è ben consapevole d’essere “… un che, quando/Amor mi spira, noto, e a quel modo/ch’e’ ditta dentro vo significando.”(Purg.XXIV,52-54) o come quando in Paradiso si renderà conto che “Trasumanar, significar per verba/non si porria; però l’essemplo basti/a cui esperienza grazia serba.”(Par.I,70-73) Al di là delle sue, e di tanti altri, numerose riflessioni  bio-bibliografiche a 360° di cui l’opera è piena – assieme all’allegato CD con interviste e video sui quali  sorvoliamo – Nuzzo Monello, alla fine del suo lungo excursus intorno all’Arte, confessa di avere “ …intrapreso l’intuitiva ricerca di una nuova estetica…” grazie alla quale ritiene che gli sia possibile “…Progettare la casualità” secondo il “volere” della “psiche” nel “dipingere stimoli ambigui” e del poter << …sentire configurare l’opera in modo tale da porre l’autore e l’osservatore nello scambio interpretativo dell’Io e del TuIo stesso e… Tu stesso, spingendo in tal modo l’uno intorno all’altro.>> 

   Certo, ammettere – per sua stessa definizione –  che questa sia in nuce Estetica sulla “progettazione” d’una “casualità” sembra ed è un ossimoro che “scolvolge” i tradizionali canoni di giudizio nell’osservazione dell’opera d’arte, preferendo di questo Artista entusiasmarmi per le sue “classiche” opere in ceramica e pittura, senza addentrarmi in interpretazioni psicoanalitiche di labirinti freudiani o junghiani. Di queste, certamente, da Lui sentiremo “spiegazioni” non sempre “razionali” e/o condivisibili ma da rispettare, in un campo di sentimenti così difficilmente “spiegabili”!  Non c’è dubbio, pertanto, che con questa pubblicazione Nuzzo Monello apre uno spiraglio – forse indispensabile forse nuovo – nel suo e nostro modo di porci nell’approccio all’Arte, quando ci indica << …un percorso di confronto tra le sensibilità dell’autore e dell’osservatore – egli scrive – affinché il dialogo si traduca in interpretazione autentica del messaggio. Per dirla con C.G. Jung  il “destino” cesserà di logorare le menti solo quando l’inconscio diverrà consapevole. …Una Estetica – conclude – che, per quanto motivata dal proprio intimo benessere psichico-fisico, non lascia spazi per eventuali fraintendimenti speculativi, come in H. Rorschach a testi proiettivi, ma pone e esplicita i ruoli inconsci sensoriali tra autore e  fruitore. >>

   Sottolineando, allora, da parte nostra proprio questi “ruoli inconsci”, è giocoforza chiederci quale “Filosofia” regga o fondi la visione artistica del Nostro, così riluttante, parlando, a farsi “inquadrare” in un qualsiasi Movimento se egli, da Artista del nostro inquieto e tormentato Tempo, proprio nell’approcciarsi all’Arte “ri-conosce” – da S. Freud a C.G. Jung – quel Simbolismo, di cui tutte le sue opere “trasudano” e “parlano”, per “approdare”- alla fine platealmente, con continue “invasioni” nei vari campi delle tante Avanguardie – al puro Astrattismo!

   A prima vista sembra non esserci risposta soddisfacente, se dovessimo “fermarci” – chiudendo l’arte monelliana di oggi o domani – nell’evidente ma logora “definizione” Simbolista-Astrattista o, addirittura, ad un nuovo Neoclassicismo tout-court, come lui stesso – in fondo – non si stanca di sottoscriverci nelle didascalie e nei testi, ricorrendo ai Miti per meglio far comprendere il suo pensiero, così come descritti nelle tantissime pagine illustrate di questa Miscellanea. 

    Ecco perché una sola “categoria” NON esprime appieno le tante “facce” piramidali della sua Arte ove, per esempio, la sua ardita “Trilogia” del  L u t u mC h t o n i a–H y b la ci svela anche il fondamento d’un’altra filosofica visione esistenzialistico-naturalistica2 – che non chiameremo Esistenzialismo né Naturalismo – che, pure, emerge prepotentemente in una nuova forma “neoclassicamente” intesa quando, le stesse immagini che qui  riproduciamo di quella Trilogia, dell’Arca di Cristo e delle tante altre ci rivelano al tempo stesso – e lui lo scrive, dice e svela continuamente – un’incessante ricerca del Bello e della Bellezza nelle più disparate forme espressive verso le quali perennemente egli anela a salire nel superamento della quotidiana “materialità” contingente: un Neoclassico, quindi, non diversamente da tutti gli Artisti del “Bello Ideale” d’ogni tempo che ”in essa” fisicità vedono ed hanno visto l’ostacolo primo da superare, proprio com’era stato – tornando ancora al Poeta – “ …come forma non s’accorda/molte fiate a l’intenzion de l’arte/perch’a risponder la materia è sorda”? (Par.I,127-129) 

Anche, ma non solo, perché in Nuzzo Monello – il Lettore “manzonianamente” se ne è accorto – convergono non una-due-tre-quattro, e via, di “facce” isolatamente prese ed ammirate ma una eclettica FUSIONE anche in apparenza dis-armonica di stili e di filosofie che, della di lui visione filosofico-estetica dell’Arte e della Vita fanno un Artista con la A maiuscola: con tutti i pregi e tutti  gli evidenti “limiti” che noi, distratti osservatori, spesso non intuiamo o comprendiamo appieno ! Meglio così, non vi pare?

 

   Avviandoci alla “forzata” chiusura, in questa sede, della prima parte in cui il volume illustra e spiega molto meglio quanto sopra detto, la seconda parte di esso – sulla cui analisi estetica ci asteniamo perché non competenti sul piano della critica storica – svolge un …ritorno all’antico amore, fra i tanti, della “giovinezza” artistica di Nuzzo Monello pittore: l’occasione gli è data, quasi inconsciamente (e …ci risiamo?) dall’incompiuta tela con un ritratto abbozzato del figlio Paolo nel 1988, la cui piccola ma commovente “storia” paterna, egli stesso ci narra spiegandola, forse più a sé stesso che al Lettore in questi termini:  << Paolo aveva 11 anni nel 1988 quando iniziai a tracciare questo dipinto da lui tanto desiderato. L’incertezza interruppe la mia mano e in seguito gli impegni m’impedirono di completarlo. Conservai la tela assieme a tutte le mie attrezzature. Nella mente però non smise mai la volontà di impormi il completamento del ritratto. Solo ora a distanza di 30 anni dal primo segno ho potuto completarlo. Era il 4 gennaio del corrente anno, vedere nei suoi occhi la luce del compiacimento e dell’assolvimento di una promessa mi ha reso quest’opera la più sentimentale tra tutte quelle che nella mia memoria vagano dandomi forza, respiro e propositi per proseguire nell’espressione d’Arte, quasi ad illudermi di possedere una seconda giovinezza.>> (pag. 144)

   Una “seconda giovinezza” che ci porta all’intervista ed al video in cui, nel CD allegato al volume, l’Artista spiega il perché misterioso ma non troppo del suo “ritorno” ad uno fra i più importanti primi “Amori”: la Pittura, certo, ma con una sì prorompente vitalità, padronanza del mezzo espressivo e un sentimento della tragedia quotidiana del nostro vivere in un tempo di poveri “Migranti” davanti a quel Mare nostrum Mediterraneo che coinvolge l’osservatore per quei sì vividi e forti colori che donano alla sua tela l’immediata sensazione della gioia “sofferta” con cui egli dipinge, sogna o…piange!

   Ma su questa nostra estemporanea suggestione, è meglio lasciar spazio al gusto ed al cuore dei Lettori che vorranno cimentarsi nell’opera e nella vita di un grande ECLETTICO ARTISTA: categoria Classica? Sì, perché nel caso di Nuzzo Monello cadono tutti gli ” …ismi” che, pure, lui ha assorbito nel vortice d’una attività artistica sempre più quotidianamente impregnata dall’attualità socio-politica o storica del momento e di quella di tutta una Vita culturalmente in prima linea anche, e soprattutto, come Uomo, Docente e Dirigente scolastico! Onore al merito, dunque? Certo, se “merito” significa frutto d’un’Arte fatta di sogni sì ma, prima di tutto, d’impegno ed esemplare dedizione al proprio dovere sociale e culturale!

                             Asti, 12 Gennaio 2019   Biagio Iacono

 

 

 

 

 

 

 

NOTE AL TESTO:

(1)Null’altro, infine,  da  ricordare  di  questo  Artista  e  Studioso,  se   non   ribadire   e   riassociare l’immagine  di  Nuzzo  Monello  all’omerico-dantesca  straordinaria  figura dell’Uom di multiforme ingegno che, non  è detto, come un novello Ulisse dei nostri giorni – dopo quella di Fotografo, Pittore e Ceramista – con questa voluminosa Antologia scientifico-archeologica, sgorgata dalle  di  lui  ataviche  radici  in  Sant’Elia  degli  Iblei, che  non  si  sia  spinto  molto  al  di  là  delle  usuali  sue  colonne d’Ercole oltre  le quali   mai   avrebbe dato “ali” al  “folle  volo”  di  questo  meraviglioso  volume  se,  pervenuto   ad   una   tale   ”maturità   di scienza e coscienza”, egli non ci abbia voluto finalmente mostrare e dimostrare un’altra “dimensione” o “faccia” del suo più profondo Essere: la quarta, cioè quella dello Scienziato che s’avventura senza tema in un mare così “aperto”, come quello naturalistico-archeologico, ben certo che nessun naufragio lo potrà mai sommergere!  Ma, di questo mio beneaugurante auspicio, lascio ai Lettori – che su queste pagine vorranno riflettere – ogni ulteriore giudizio, convinto come sono che Nuzzo Monello, dei famosi versi “Fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza” ne ha fatto sempre tesoro per sé e, nelle sue opere, anche per noi: e di questo, pertanto, gliene siamo grati di tutto ( Vedi, in ANTOLOGIA di Nuzzo Monello, la conclusione della mia Biografia alle pagine 11/14 )

  • (2) – << Nel tempo… in cui gli scienziati (biochimici) – scrive Nuzzo Monello a pag. 23 – si interrogano sull’importanza che l’argilla potrebbe avere avuto sull’origine della vita sulla terra, a Hybla Mayor ~ Sant’Elia nel territorio di Avola prende l’avvio la produzione di sculture, creazioni che si erigono dal ‘fango’ con salvacondotto una impronta della natura per consolidarsi in argille, terrecotte o L’idea dell’opera si compone di tre aspetti simbolici rappresentati in tre sculture: 1° – Lutum~ fango – argilla/ 2° – Chtonia ~ sacra madre terra/3° – Hybla ~ Hybla Mayor l’attuale città di Avola. Le sculture in ciò assumono valore di unicità filosofica della vita sulla terra che, ancorché designata come “pagana” trova tracce dello “hieros gamos”, unione tra terra e sole, in tutte le mitologie.  Soltanto dopo la loro unione il cui frutto primordiale presenta la “fertilità” in senso   pieno,  appaiono  i miti che introducono la nascita dell’Adamo e dell’Eva. Sicché  l’Eva  diviene la fecondatrice e l’Adamo il fecondatore,  entrambi  non  generati  ma  “creati”  dal  fango  sono  posti   nell’idilliaco “paradiso terrestre”: Talamo utopico, dove tutto il “creato” si rigenera ad esclusione dell’uomo che è inconsapevole delle sue potenzialità   generative. Ma, come la terra richiama l’unione con il sole così Eva richiama l’unione con Adamo, dando  alla loro esistenza valore pragmatico attraverso l’azione ricreativa di ogni “generazione e  creazione”. L’Uomo da “creato” diviene creatore ed ogni sua azione “prassi” diviene  caotica poiché è il responsabile di ciò che “crea”, agisce direttamente sulla realtà che non conosce e sulle “verità” imperscrutabili della “creazione” di cui esso stesso è parte. Dalla  sua  opera  prende  avvio  la  “ricerca”  della  verità,  della  conoscenza,  del  sapere.  Lascia “segni” ovunque, invoca aiuto alla terra e al cielo nel cui silenzio scruta le variazioni celesti e le loro influenze sulla terra ove “solo”, ora “crede” si conforta e si china alla scoperta dei molteplici aspetti della bellezza, fautrice dell’ordine e armonia   cosmica. Così come l’uomo non può discutere con chi lo ha plasmato se non ascoltarne il “silenzio”, e non può essere stimato più del suo “creatore”, così la sua opera rimarrà incompleta ai suoi occhi e velata alla comprensione degli  altri,  nutrendo  con  la  sua  “arte” il  significato contenuto nell’opera e servendosi del “simbolo” la carica di affettività e   dinamismo. Propone un piano di conoscenza diverso dall’evidenza razionale, realizza la capacità di dire ciò che diversamente non può essere detto in quel momento, in  quella  circostanza  in  quel  contesto, ma piuttosto ricorrentemente decifrato nel “significato”. L’utilizzo della materia più umile, il fango o l’argilla “che si trova nel suolo”, della quale potremmo anche noi essere sostanza,  esalta  l’artista  e  lo  pone  con  la  realizzazione  dell’opera tra  materia  e  spirito,  bello ed opinione, povertà e ricchezza, coscienza ed essere, tra tutto e il  nulla. L’arte dunque non è emblema, attributo, allegoria, è significazione.

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Sogni e Storie d’Artista

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO  MONELLO

SCULTURE (Luci nelle Ombre) ed OLI spatola (Calore del Colore)

Sicula Editrice-Netum, pagg.178, Noto, 2018, Edizione Italiano/Inglese fuori Commercio

NOTA BENE: Il suddetto volume, al di là dei numerosi testi dell’autore Nuzzo Monello, contiene i contributi critici di Zena Roncada, M° Mario Salvo, Corrada Spataro, Francesco Nacci, Corrado Celeste, Venerando Monello, Vincenzo Rosana e Biagio Iacono.

La documentazione fotografica dell’opera è di Carmelo Provina photographer – 2018 –  La prevalente traduzione in Inglese è del prof. Corrado Leanti e, in parte, della dott.ssa Laura PizzoLo scatto di copertina e gli altri delle pagine 7 e 58 sono di Giuseppe Costanzo Zammataro.   

Di Nuzzo Monello hanno parlato:

Alliata Vittoria – Scrittrice – Giornalista – Traduttrice / Burgaretta Sebastiano – Professore – Scrittore / Caddemi Corrado – Giornalista / Celeste Corrado – Pedagogista / Corrente Enza – Pedagogista – Scrittrice / Dell’Arte Rosario – Professore – Giornalista / Fortuna Angelo – Preside – Giornalista – Scrittore / Iacono Biagio – Professore – Giornalista – Editore / Lucchesi Angelo – Preside – Saggista / Malandrino Giuseppe – Giornalista / Minissale Pietro – Dipart.nto di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali, sezione di Biologia Vegetale, UNICT / Mirmina Gaetano – Giornalista / Monello Venerando – Avvocato / Monieri Sebastiano – Professore – Architetto – Editore / Nacci Francesco – Direttore Scientifico “Orizzonti Pedagogici” Scuole in rete, Suppl.nto di “Scuola in formazione”, in collaborazione con UNIStudi della Telematica “Guglielmo Marconi”, UNISalerno, UNIBasilicata, Ist.ni Scol.che SGE FORM s.r.l. / Roncada Zena – Prof.ssa – Scrittrice – Autrice libri di testo Ed.ce – SEI / Rosana Vincenzo – Giornalista /  Rossitto Mario – Poeta / Sabella Giorgio – Consigliere Regionale Ente Fauna Siciliana Dipart.nto di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali, sezione di Biologia Animale,UNICT / Salvo Mario – M° Internazionale Spatola Stratificata – Critico d’Arte / Sgarbi Vittorio – Critico d’Arte – Scrittore / Spataro Corrada – Prof.ssa – Scrittrice / Tagliaferro Benito – Insegnante -Giornalista.