Asti: “Sulla strage di Strasburgo” di Giovanni Boccia.

Asti: “Sulla strage di Strasburgo” di Giovanni Boccia.

 Asti: “Sulla strage di Strasburgo”

di Giovanni Boccia, Presidente del Consiglio Comunale

                       a parte il sincero dolore per le innocenti vittime, altro non ci sarebbe proprio da dire. Perché? Dovremo abituarci sempre di più a questi micro-attentati in quanto difficili da controllare, per le forze dell’ordine, e di più facile attuazione per i criminali. La mia riflessione è sulle responsabilità; esse sono da ricercare unicamente nella mancata integrazione di troppi soggetti. La colpa è da addebitarsi solo ai politici dell’Europa tutta, che nulla conoscono sulla realtà di provenienza dei migranti, della loro cultura e nemmanco delle loro aspettative.

   Ebbene signor Direttore, in Italia, per il momento non è successo nulla per tre questioni: primo, visto che continua ad arrivare gente, un attentato produrrebbe un effetto devastante nell’opinione pubblica e quindi verrebbero ulteriormente chiuse le poche porte rimaste ancora aperte; secondo i nostri servizi segreti, al di la delle indubbie capacità tecniche, a mio avviso, continuano a far correre fiumi di denaro per “comprare” la nostra sicurezza; terzo, dategli solamente ancora qualche anno per potersi organizzare per poi ferire. In Italia il fenomeno migratorio di massa (quello per noi più pericoloso ed incontrollato) è avvenuto solo negli ultimi anni quindi…….diamogli solamente un po’ tempo per capire dove, come e quando colpire.

   La mia opinione, signor Direttore, nasce da una constatazione semplice: in Francia, Germania e Belgio la situazione è di massima allerta in quanto, attualmente, corrono ancora più pericolo dovuto unicamente al fatto che hanno soggetti di terza e quarta generazione ben inseriti e radicalizzati sul loro territorio. La Francia? Sta peggio di tutti. Vi ricordate le guerriglie nelle banlieux parigine agli inizi del 2000? Ebbene ancora nel 2018 sono off limits per la legalità. In Belgio quartieri di Bruxelles come Molenbeek e Schaerbeek sono terra di nessuno e via dicendo. La Germania, idem con patate, tant’è che ha cominciato a fare piazza pulita con il respingimento in Italia di molti degli ultimi immigrati arrivati (sai com’è non si sa mai, meglio ripulire un po’).

   La soluzione sta in leggi molto ma molto più severe (similari al 41 bis per i mafiosi), con corsie speciale e veloci per processi specifici sul terrorismo, ed infine, mi consenta, la si smettesse anche con questo falso buonismo sarebbe meglio per tutti. Il movente è e sarà unicamente quello religioso e null’altro. Ed infine, vi pare normale che l’attentatore di Strasburgo avesse a suo carico ben 27 denunce e fosse libero per poter organizzare un attentato dove ha voluto, quando ha voluto e come ha voluto? Ma roba da matti…….

Giovanni Boccia
Presidente del Consiglio Comunale di Asti

Il Pacco del Natale 2018 di Matteo Renzi

Il… Pacco del Natale 2018 di Matteo Renzi!

di  Lucia Annunziata  ( da Il Blog –  Huffington Post )

Almeno uno di noi a Natale potrà festeggiare. Almeno Matteo Renzi quest’anno infatti ha coronato il suo sogno: rottamare il suo Partito. Di quell’oggetto permanente della sua concupiscenza, mostro sacro cui ha dedicato una intera giovinezza, pianificandone assalti e conquista, teca ambita dei suoi trionfi, diventata poi spesso la bara delle sue ambizioni, è riuscito a liberarsi. Finalmente. Ed è tutto suo merito, perché se è vero che la sinistra sta sparendo per via della Storia, della fine del Secolo e della rivoluzione industriale in corso, continua a non capire di essere finita – e pochi oggi hanno il coraggio di scuotere le masse istupidite svegliandole sul loro destino futuro. Matteo Renzi invece si è preso il duro compito di suonare il campanello, chiamare il dottore e pietosamente chiudere gli occhi al malato. Conquistandosi il grande titolo di Ultimo Segretario di un partito del ‘900. Che a voi oggi suona un po’ sminuente, ma visto da qui a venti anni, che dico?, dieci, capirete quanta visione politica c’era in questo passo.

Renzi avremmo dovuto inventarlo se non fosse arrivato. Sono giorni come questi che ce lo confermano. La sua scure su Minniti ha chiarito l’orizzonte, ha svelato di quanta fragilità e illusioni è fatto ormai quel pezzo della politica italiana che ancora si intesta una idea della sinistra. E questo nemmeno i peggiori detrattori del fiorentino potranno negarlo. Non c’è dubbio infatti che il giorno dopo il ritiro di Minniti sappiamo ben di più di prima. Sappiamo intanto di che pasta è fatta lo stesso ex inquilino del Viminale. Uomo duro, uomo d’ordine che nella vita ha maneggiato i dossier più delicati, ha preso le decisioni più ingrate, ha subito assalti vari, e non solo verbali, riprendendo sempre equanima distanza dalle emozioni passeggiando con i suoi amati cani sulla spiaggia ventosa. Questo uomo che ha domato le tribù berbere andando nel deserto, si è poi consegnato mani e piedi a Matteo Renzi. Fidandosi di lui, credendo nella parola data e nella fedeltà del cerchio magico. A riprova della sua intelligenza appena si è accorto dello sbaglio ha mollato la presa, ma lo stupore rimane: com’è possibile che si sia fidato di Renzi?

Il fatto è che di Renzi prima o poi si sono fidati tutti nel Pd. E ognuno ha preferito affidarsi per un qualche tornaconto. Bersani aveva pensato che fosse un giovane inesperto, ed era convinto di batterlo facilmente nelle primarie, Enrico Letta aveva creduto allo stai sereno, Delrio gli attribuiva poteri profetici chiamandolo Mosè, Richetti pensava che fosse il suo migliore amico, Napolitano pensava che avrebbe fatto le riforme istituzionali. Gli psicanalisti credevano al suo rovesciamento della relazione Telemaco-Ulisse, come metafora dell’Italia in Europa. Migliaia di giovani credevano li avrebbe liberati dalla palude della onnipresente generazione degli anni sessanta, e migliaia di donne si specchiavano in Maria Elena simbolo del nuovo femminismo. Il mondo intero a un certo punto lo ha incoronato il nuovo volto della politica in Europa.

Da anni del resto non nasceva a sinistra un leader con le stimmate di tale energia e di tale immaginazione. La coniugazione di parole come cambiamento e rottamazione valeva da sola una rivoluzione nella grammatica politica della sinistra – in verità, nella grammatica dell’intero paese. Da anni qualcuno non prometteva all’Italia lo svecchiamento delle nostre anchilosate abitudini sociali, e delle chiuse e numerose caste in cui era degenerato il sistema. Anche a sinistra. Visto con gli occhi di oggi quella accoppiata linguistica, Cambiamento e Rottamazione, preannunciava la rivoluzione culturale che poi sarebbe stata portata, dopo Renzi, dai Cinque Stelle. Mai più dunque la sinistra si è trovata nel suo tempo come in quei pochi mesi della avanzata inarrestabile del Renzismo. Mesi in cui criticare il fenomeno creava uno status da pariah nel dibattito nazionale. La discriminante era fideistica: credere o non credere a Matteo Renzi. Bastava farsi in quel periodo qualche domanda sulla riapparizione del fideismo nel rapporto con il leader (possiamo osare nominare Stalin?) per capire qualcosa di quel che la sinistra è diventata. Da allora ad oggi è inutile ripercorrere le tappe. Che quella impennata di entusiasmo e predicazione fosse solo una cortina di fumo si è presto scoperto. Il giovane fiorentino voleva rottamare si, ma per tutt’altro progetto. Matteo Renzi ha sempre pensato che il Pd che pretendeva di riformare, e la stessa area politica che voleva rinnovare, erano solo ostacoli, carne morta, un residuo del passato. Solo ormai un ottimo serbatoio di voti. II suo progetto era spostare quei voti verso un’area conservatrice, e farne la base per un partito personale. In questo ultimo senso, Matteo Renzi è stato il primo ad annusare anche il tempo del populismo in arrivo.

Ci sono torti in questo progetto? Per nulla. Un leader politico ha il diritto a ogni sogno e a ogni battaglia che considera meritevole. La sua responsabilità è stata quella di non dichiarare mai chiaramente questo suo percorso. Fino all’ultimo sempre, in questi anni; come in questo ultimo caso delle primarie, condotte come sempre sul filo del rasoio delle ambiguità, se non del doppio gioco, mettendo in campo un suo Manchurian candidate, Minniti. Il quale sarà stato, come abbiamo detto, ingenuo ma non un coglione. E si è fatto saltare, da vero uomo di armi, insieme alla sua candidatura. Svelando l’equivoco di oggi e, in filigrana, i molti equivoci del passato. La vicenda è ora allo scoperto. L’Ultimo Segretario si farà il suo movimento. Una nuova scissione chiude definitivamente la storia del Partito come è stata finora. Il Pd è decisamente imploso. Ma tutto questo costituisce anche una chiarezza fatta. Una chiarezza che, occorre dirlo, illumina da ora in poi non solo le responsabilità di Renzi ma anche quelle delle tante connivenze di una organizzazione che lo ha a lungo sostenuto e che certo oggi non si può reinventare innocente di un disastro ampiamente annunciato.

Lucia Annunziata – Il Blog –  Huffington Post

NOTA BENE:l’articolo di Lucia Annunziata ci è stato segnalato dall’amico Carmelo Filingeri sul suo www.evarconews.it

LA PROVINCIA  DA  IL VIA AL PROGETTO “NATURA DIGITALE”

LA PROVINCIA DA IL VIA AL PROGETTO “NATURA DIGITALE”

              Provincia di Asti

     Segreteria di Presidenza

 LA PROVINCIA  DA  IL VIA AL PROGETTO “NATURA DIGITALE”

ASTI – Mercoledì 28 novembre, alle ore 12.30, si è svolta la conferenza stampa in Provincia,  organizzata dall’Ufficio Ambiente e Politiche Giovanili della Provincia di Asti, di presentazione del progetto “Natura Digitale”. Numerosi i giornalisti presenti in sala, oltre ad una rappresentanza dei ragazzi degli istituti  superiori che hanno aderito al progetto. Il Presidente della Provincia Marco Gabusi ha ringraziato pubblicamente la Fondazione  Cassa di Risparmio di Torino che ha finanziato e creduto nel progetto “Natura Digitale” che si svilupperà su due percorsi paralleli e rivolto a due target differenti di studenti: scuole elementari e superiori.

“Realizzeremo con i ragazzi – dice Mario Vespa Consigliere delegato alle Politiche Giovanili – incontri in classe su tematiche ambientali e un incontro di gioco e laboratorio presso il salone consiliare del Palazzo della Provincia, con il coinvolgimento di  150 bambini delle scuole primarie e sei classi”.“I ragazzi delle scuole superiori si concentreranno maggiormente sul DIGITALE – spiega il Presidente Gabusi – con un percorso di formazione sulla PRODUZIONE VIDEO E SULLA FOTOGRAFIA. Saranno coinvolti 25-30 ragazzi provenienti da diversi istituti superiori della città, che si incontreranno settimanalmente e saranno seguiti da un video maker e da una giornalista pubblicista. I ragazzi coinvolti potranno svolgere con questo progetto un percorso di alternanza scuola-lavoro o acquisire dei crediti formativi”.

Il Dott. Angelo Marengo,  Dirigente del Servizio Ambiente della Provincia di Asti,   precisa che nel mese di maggio 2019 verrà realizzato un evento conclusivo di tutto il percorso, presso la dimora residenziale di Villa Badoglio, in occasione del quale verranno esposti gli oggetti realizzati dai bambini durante i laboratori ambientali. Sarà inoltre allestita una mostra con le fotografie scattate durante il percorso DIGITALE e verranno proiettati i video realizzati. Diversi i soggetti attuatori dell’iniziativa: la LIPU di Asti che gestirà gli incontri nelle scuole unitamente all’Associazione per il Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli “Langhe-Roero e Monferrato, nonchè la Cooperativa Orso che collaborerà, con l’Ente Provincia, alla realizzazione del progetto.

ASTI: II° Convegno in memoria di Paolo De Benedetti.

ASTI: II° Convegno in memoria di Paolo De Benedetti.

Secondo Convegno in memoria di Paolo De Benedetti

presso il Polo Universitario e la Biblioteca Astense

nei giorni 1 e 2 Dicembre 2018.

              Paolo De Benedetti ritratto da Riccardo Mannelli su Repubblica

L’EDITORIA E LA NARRAZIONE SECONDO PAOLO DE BENEDETTI

Il secondo convegno nazionale in memoria del grande biblista astigiano scomparso nel 2016, è organizzato da: Cepros Asti Onlus, Qol, Sefer, Morcelliana e Biblia, in collaborazione con il Polo Universitario “Rita Levi- Montalcini”, la Fondazione Biblioteca Astense “Giorgio Faletti”, l’Israt, la Società di studi Astesi ed Ethica.  

Si svolgerà dalle ore 15.00 alle ore 19.00 di sabato 1 dicembre 2018 presso il Polo Universitario “Rita Levi-Montalcini” presieduto da Mario Sacco e dalle 09.00 alle 13.00 di domenica 2 dicembre presso la Fondazione Biblioteca Astense “Giorgio Faletti”, presieduta da Roberta Bellesini,  il secondo convegno dedicato al ricordo del biblista e teologo astigiano Paolo De Benedetti scomparso nel 2016 all’età di 89 anni.

«A differenza però della due giorni organizzata lo scorso anno – afferma la sorella Maria, presidente del Cepros Asti – Onlus –  che vide in quell’occasione ad Asti la fitta partecipazione degli amici di una vita di Paolo, con interventi appassionati intesi a delinearne il personale ricordo, il convegno proposto in questo secondo appuntamento,  vuole invece affrontare tre temi specifici, quanto fondamentali, della vita di mio fratello:

  • Il suo modo (e quello della nostra famiglia) di sentirsi ed essere astigiano;
  • Il suo articolato e fondamentale contributo al mondo dell’editoria (PdB, così come lo aveva soprannominato l’amico Umberto Eco, fu direttore editoriale delle case editrici Bompiani e Garzanti ndr);
  • Il suo essere stato, per un’intera vita, tra i maggiori divulgatori in Italia della cultura giudaica, di cui era docente presso gli Istituti teologici di Trento e Urbino».

Due giornate tanto intense, quanto interessanti, quindi, che vedranno alternarsi sul palco dei relatori, tra i più importanti esponenti e studiosi di questi tre mondi apparentemente distinti tra loro, ma che per De Benedetti sono sempre risultati del tutto complementari l’uno con l’altro.

Relatori del convegno di Sabato 1  Dicembre saranno:

Michela Bianchi, David Bidussa, Nicoletta Fasano, Piero Gelli, Silvia Giacomoni, Maria Luisa Giribaldi, Donatella Gnetti, Laura Novati, Brunetto Salvarani e Daniel Vogelmann.

Mentre prenderanno la parola Domenica 2 Dicembre:

Gianpaolo Anderlini, Piero Capelli, Roberto Gatti, Massimo Giuliani, Giovanni Menestrina, Ezio Claudio Pia, Tiziano Rossi, Bruno Segre e Alberto Somekh.

Patrocinato dall’UNEDI, dalla Diocesi di Asti e dal Comune di Asti, infine, per i partecipanti che ne faranno richiesta sarà possibile ottenere al termine del convegno l’attestato di partecipazione  utile ai fini del riconoscimento dei crediti formativi, rilasciato dall’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea di Asti (Israt).

Ingresso libero.

Il programma completo e aggiornato è disponibile qui cliccando

su: programma convegno pdb asti 1-2 dicembre 2018 – definitivo

 con la locandina convegno pdb 2018

oppure in:

http://www.icozorz.it/allegati/newsbiblio/201833026118.pdf

www.bibliotecastense.it  –  www.uni-astiss.eu

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NOTA BENE: RINGRAZIAMO IL COLLEGA GIORNALISTA ALEXANDER MACINANTE

PER LA PREZIOSA E QUOTIDIANA COLLABORAZIONE DA OTTIMO PROFESSIONISTA.

A.S.L. AT : Venerdì 23 Novembre 2018 – Sciopero Generale Nazionale…

A.S.L. AT : Venerdì 23 Novembre 2018 – Sciopero Generale Nazionale…

ASL.AT: Venerdì 23 Novembre 2018,Sciopero Generale Nazionale…

Venerdì 23 Novembre 2018 – Sciopero Generale Nazionale del personale della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale, degli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico (IRCCS), degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS), delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA), e delle Aziende ed enti del Servizio Sanitario Nazionale, proclamato dall’Associazione AAROI-EMAC, al quale aderiscono ANAAO ASSOMED – CIMO – FP CGIL – MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM – FASSID (AIPAC-AUMI-SIPET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA VETERINARIA SANITARIA UIL FPL. (così come previsto dall’art. 3 comma 2 della Legge 146/90 e dalla Legge 83/2000)

 L’Associazione AAROI-EMAC, al quale aderiscono ANAAO ASSOMED – CIMO – FP CGIL – MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUMI-SIPET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO- ASCOTI – FIALS MEDICI – COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA VETERINARIA SANITARIA UIL FPL,  hanno proclamato uno Sciopero Nazionale per l’intera giornata di venerdì 23 novembre 2018.

Si avvisano gli utenti che l’ASL AT garantisce, pur nel rispetto della libertà dei lavoratori di aderire allo sciopero, la continuità delle prestazioni sanitarie indispensabili e urgenti.