Ad Asti dal 20 giugno all’1 luglio torna AstiTeatro

Ad Asti dal 20 giugno all’1 luglio torna AstiTeatro

Dal 20 giugno all’1 luglio Asti diventa Teatro

Ad Asti dal 20 giugno all’1 luglio torna AstiTeatro, lo storico festival di teatro nazionale e internazionale, con la direzione artistica di Emiliano Bronzino, giunto alla quarantunesima edizione e organizzato dal Comune di Asti grazie al prezioso sostegno di Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Fondazione CRT, MIBAC, Fondazione Piemonte dal Vivo, ASP e, nell’ambito del Progetto Patric, inserito in “Performing Arts 2018-2020” della Compagnia di San Paolo.

Quarantuno edizioni che sin dal 1979 hanno visto passare ad Asti infinite espressioni drammaturgiche e teatrali, co-produzioni internazionali con festival come Avignone, Santarcangelo di Romagna, Spoleto, e innumerevoli prime nazionali e debutti assoluti. Asti da 41 anni è una città che respira teatro e che ha modificato il suo assetto architettonico anche in quest’ottica. Per il festival Asti diventa Teatro. “AstiTeatro mantiene il suo ruolo da protagonista nella scena teatrale italiana – spiegano Maurizio Rasero, Sindaco della Città di Asti, e Gianfranco Imerito, Assessore alla Cultura – con una programmazione trasversale che saprà accontentare tutti. Il Festival, oltre che momento di aggregazione e incontro, è anche occasione di turismo, e a fare da cornice agli spettacoli in programma ci sarà la bellezza del nostro centro storico, con location suggestive e ricche di storia. Continuiamo anche a puntare sui giovani talenti, e quest’anno festeggiamo 10 anni del concorso Scintille, che ogni anno registra un alto numero di adesioni da parte di compagnie under 35 provenienti da tutta Italia, oltre che una grande partecipazione di pubblico. Un Festival quindi che non solo propone teatro, ma che aiuta a crearlo”.

Il sindaco di Asti Maurizio Rasero, il direttore artistico del festival Emiliano Bronzino, l’assessore alla cultura Gianfranco Imerito e il direttore del Teatro Alfieri Gianluigi Porro.

AstiTeatro è un festival vitale, con la vocazione di luogo di scambio e di ritrovo. Dal 2017 il direttore artistico del festival è Emiliano Bronzino, regista diplomato al Teatro Stabile di Torino, sotto la direzione artistica di Luca Ronconi, per il quale ha lavorato come suo assistente alla regia per anni. È regista per il Piccolo Teatro di Milano, direttore artistico dello Spazio Kor e ha collaborato a lungo con la Fondazione TPE e per l’INDA al Teatro Greco di Siracusa. Due le missioni che Bronzino ha deciso di affrontare nella direzione artistica di AstiTeatro: generare un bene al servizio della Città di Asti e del suo territorio, in collaborazione con il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore alla Cultura Gianfranco Imerito, e consolidare l’identità del festival e il suo ruolo nel panorama nazionale. Spiega Emiliano Bronzino: “Dopo i festeggiamenti dei quaranta anni di storia della scorsa edizione, quest’anno con coraggio vogliamo ripensare il ruolo di AstiTeatro nel panorama nazionale. Per questo abbiamo immaginato questa edizione  con un forte sguardo rivolto al futuro. Astiteatro 41 ha una programmazione ricca di prime e anteprime, una particolare attenzione alla creatività giovanile e una missione che si apre a collaborazioni produttive e programmatiche con diversi festival, le Colline, Kilowatt e Vignale. La riconoscibilità della nostra visione e  l’affermazione degli artisti e dei progetti che abbiamo supportato ci dimostra che siamo stati capaci di intercettare a aiutare la creatività delle nuove generazioni di artisti. Ma vogliamo anche che il Festival continui a essere un momento importante di incontro di cittadini, un luogo di aggregazione e di partecipazione, coinvolgendo direttamente nella sua attività il proprio pubblico, creando luoghi e momenti di incontro. La Città si trasforma durante i giorni del festival aprendosi al pubblico, vivendo delle persone che lo frequentano, diventando così un bene al servizio della comunità. Con questa voglia di pensare al futuro, al pubblico più giovane e alle nuove generazioni di artisti immaginiamo questa nuova edizione come la “quaranta+unesima”, un nuovo “numero uno” che non scorda la nostra storia ma che vuole iniziare a costruire le prossime quaranta edizioni”.

Aggiunge il dirigente Gianluigi Porro: “Il Teatro Alfieri, 3 chiese, 4 cortili, 2 piazze, 2 spettacoli in carcere, oltre 40 spettacoli in 10 giorni, dalla drammaturgia contemporanea  al teatro canzone, dal circo al teatro ragazzi, alle installazioni. Ancora una volta si ripete il rito di una Città che viene invasa dal Teatro.  Continuiamo, dopo i primi 40 anni, ad inseguire il sogno di “Asti Città Festival”, avvicinandoci, per approssimazioni successive, sempre più alla concretizzazione di questo progetto che nasce dalla configurazione stessa della nostra Città e dalla convinzione che la Cultura, e soprattutto il Teatro, possa essere il modo per “visitarla” facendoci catturare dalle sue magie, utilizzando spazi che sono lì, da sempre, pronti a farsi scoprire”.

Giuseppe Pambieri

AstiTeatro41, negli 11 giorni di festival in programma dal 20 giugno all’1 luglio, più due giorni di anteprime, consolida la sua vocazione per la drammaturgia contemporanea, con 8 prime nazionali e numerose prime regionali, oltre a performance di attori e drammaturghi emergenti ed espressioni di artisti astigiani. re le location principali, alle quali si aggiungono piazze e cortili come in una grande costellazione, che vengono svelate e aperte per poche occasioni all’anno, tra cui proprio AstiTeatro. Tre chiese sconsacrate del centro storico di Asti sono gli affascinanti spazi riconvertiti a sale teatrali. Lo Spazio Kor in piazza San Giuseppe, già Centro Giraudi e prima ancora Chiesa di San Giuseppe, è un’architettura barocca che dialoga con la creatività contemporanea, all’esterno con l’opera “Lens Flare” di Valsania e Poletti, e all’interno con “La Macchina delle Illusioni”, un piccolo museo interattivo, ideato dallo scenografo Francesco Fassone, primo e unico spazio in Italia dedicato alla scenotecnica. Il Diavolo Rosso di piazza San Martino dal 2000 è spazio multiculturale e ristorante dedicato al grande ciclista astigiano, Giovanni Gerbi, una volta chiesa di San Michele dall’architettura barocca. L’ex Chiesa del Gesù al Michelerio, in corso Alfieri 381, palazzo al quale era annesso l’antico monastero delle Clarisse, era un luogo di culto progettato a metà del XVI secolo da Vincenzo Seregno, lo stesso ingegnere della Fabbrica del Duomo di Milano, che ancora oggi costudisce al suo interno l’affresco “La Gloria del Paradiso” del noto pittore astigiano Gian Carlo Aliberti. Saranno luogo di spettacoli anche piazza San Secondo e lo storico Teatro Alfieri.:

 …ALTRE E MAGGIORI NEWS SU QUESTE COLONNE NELLA PRIMA DECADE DEL PROSSIMO GIUGNO…

“Il Conte di Lussemburgo” domenica al Teatro Alfieri di Asti.

“Il Conte di Lussemburgo” domenica al Teatro Alfieri di Asti.

Domenica 14 aprile alle 16 al Teatro Alfieri di Asti un pomeriggio in compagnia dell’operetta con “Il Conte di Lussemburgo”

Domenica 14 aprile alle 16 al Teatro Alfieri di Asti appuntamento fuori abbonamento con la Compagnia di Operette Alfafolies ne “Il Conte di Lussemburgo”, con regia di Augusto Grilli. Musiche di Franz Lehár, libretto di M.A. Willner e R. Bodanzky, Coro Carmine Casciano, Balletto Alfaballett, scene e costumi della Compagnia.

Siamo a Parigi, è carnevale e non manca la voglia di festeggiare anche a quell’allegra brigata formata da tanti giovani squattrinati che vivono a Montmartre. Fra loro c’è anche René, il Conte di Lussemburgo, tanto nobile quanto spiantato. Con lui è il suo amico Armand Brissard, pittore eternamente alle prese con la scarsità di denaro e con il pudore della sua modella Juliette. In questo clima, dove regna la voglia di divertirsi, ma il denaro scarseggia, René riceve una straordinaria proposta da un aristocratico russo.

Il Principe Basilio Basilowitsch è innamorato della bella Angela Didier, cantante dell’Opéra, ma non può sposarla per l’insormontabile differenza di condizione sociale. Angela non è nobile, ma può diventarlo. Basilio, in cambio di una forte somma di denaro, chiede al Conte di Lussemburgo di sposare la cantante per conferirle il titolo di Contessa, e divorziare tre mesi dopo rendendola disponibile ed adeguata alle nuove nozze. Il matrimonio fra René e Angela deve essere, naturalmente, casto: i due non dovranno né conoscersi né vedersi. René accetta. Durante la cerimonia benché i due non si vedano, allo scambio degli anelli le loro mani si toccano e ciò basta a far nascere un confuso sentimento d’attrazione. René tiene fede ai patti, si disinteressa della donna e vive giorni di sfrenata allegria con il suo amico Armand. Durante le sue scorribande libertine però, senza sospettare che si tratti di sua moglie, vede Angela sulla scena, se ne innamora e, con l’intenzione di corteggiarla, interviene, grazie ai favori di Juliette, alla festa che la cantante ha offerto per il suo addio al teatro. Il tocco di un guanto di Angela ricorda a René il fugace contatto avuto durante la cerimonia nuziale…

“Il conte di Lussemburgo” venuto quattro anni dopo “La vedova allegra”, è una caratteristica operetta viennese condotta secondo le regole del tenero, del patetico e del comico, che costituiscono gli elementi basilari del genere. Il sentimentalismo leháriano ha una gentilezza particolare e risponde musicalmente ad un tipo cui i viennesi sono rimasti fedeli per oltre un secolo. Con “Il conte di Lussemburgo” nasce definitivamente la “coppia comica” (comico e soubrette) e su questo schema verranno forgiate tutte le altre operette, non solo di Lehár , ma di tutta la “siver age” della Piccola Lirica.

Biglietti 15 euro platea, barcacce palchi (ridotto 12 euro per abbonati  stagione teatrale, soci UTEA, possessori Kor Card e Tessera Plus Biblioteca Astense), 10 euro loggione (ridotto 8 euro). Per informazioni e prenotazioni 0141.399057-399040, biglietteria teatro aperta dal martedì al venerdì orario continuato 10,30-16,30, domenica a partire dalle 15.

Asti: Sabato 6 aprile allo Spazio Kor andrà in scena “Project Mercury”.

Asti: Sabato 6 aprile allo Spazio Kor andrà in scena “Project Mercury”.

Sabato 6 aprile alle 21 andrà in scena “Project Mercury”, spettacolo prodotto da OHT (Office for a Human Theatre) con protagoniste Chiara Caimmi e Sara Rosa Losilla.

Sara e Chiara si allenano per diventare astronaute e affrontare quella che, a tutti gli effetti, sarà un’odissea spaziale. L’incapacità di affermarsi è latente in ogni loro gesto e parola, eppure non demordono e lottano per conquistare la loro porzione di spazio.

È la loro totale assenza di cinismo a mettere lo spettacolo in bilico fra essere un’illusione e un vero viaggio interstellare che, a partire da Mercury 13, il fallimentare progetto americano di mandare tredici donne nello spazio, indaga le conseguenze emotive del non avere l’opportunità di fare ciò che più si desidera e che ci si sente preparati di fare. Dall’impossibilità di esprimere ciò che si sente di essere, nasce la domanda se in ambito professionale, così come nella vita, contino di più il duro lavoro, l’onestà e la compassione oppure le capacità tecniche e i privilegi.

Con “Project Mercury” OHT prosegue la sua Performance Series ispirata dalla ricerca sociologica di Richard Sennett sugli scarti emotivi dovuti alla propria condizione lavorativa. Un archivio in divenire di spettacoli, un catalogo dei limiti della vita quotidiana, degli imbarazzi e delle deficienze della nostra società che diventa materia teatrale attraverso un contraddistinto uso dell’ironia. Idea, regia e scenografia dello spettacolo di Filippo Andreatta, che cura anche la drammaturgia con Charles Adrian Gillott, esperto spaziale Paolo Giuseppe Bianchi, costumi Andrea Ravieli, produzione Laura Marinelli/OHT con il supporto di Fondazione Caritro, PAT, residenza artistica Centrale Fies, Residenze IDRA, Teatro Cantiere Florida. Dedicato a Kat Ele, Rasmus Exo e Frida

Per informazioni e prenotazioni: 3491781140, info@spaziokor.it www.spaziokor.it

  Ufficio stampa Alexander Macinante Tel.3207916810 ufficiostampa@spaziokor.itmacinante@libero.it

“La Cattedrale di Asti”: nuovo incontro alla Provincia il 5 Aprile ore 17.

“La Cattedrale di Asti”: nuovo incontro alla Provincia il 5 Aprile ore 17.

“La Cattedrale di Asti”: nuovo incontro

al Salone della Provincia il 5 Aprile ore 17.

L A   C A T T E D R A L E   D I   A S T I: La Storia, l’Architettura e le Arti decorative del Complesso Episcopale più grande del Piemonte, di FRANCESCA CAVAGNINO – MIRELLA BIANCHI e col contributo scientifico di ALBERTO CROSETTO, a cura di: FRANCESCA CAVAGNINO, LORENZO FORNACA, VITTORIO CROCE e SERGIO PANZA – LORENZO FORNACA EDITORE ASTI.

  Un monumentale capolavoro d’Arte e Cultura

   Lo straordinario e magnifico volume dal titolo “LA CATTEDRALE DI ASTI”, apparso poco prima del Natale 2018, documenta una felicissima impresa “temeraria” dell’Editore che, da tempo, vi attendeva fiducioso superando inenarrabili difficoltà.Trattasi di un’opera di ben 400 pagine a colori, in gran formato (27x32cm.) con copertina cartonata e sovracoperta in quadricromia, perfettamente stampata da L’Artistica Editrice Savigliano S.r.l. di Savigliano(Cuneo).

 Dedicato dagli Autori e dall’Editore al compianto architetto Fabrizio Gagliardi ” …che con grande sensibilità e competenza si adoperò nelle ricerche che contribuirono alla realizzazione di quest’opera.”, Lorenzo Fornaca confessa subito al Lettore i motivi della sua scelta con la schietta semplicità e grandezza che lo rivelano subito nella sua innata passione di chi coi libri ci vive e ci sogna:   << Non potevo esimermi dal farlo – scrive in apertura del volume – non avrei potuto trascurare il nostro gioiello più bello e radioso che, da secoli, mostra tutta la sua bellezza e imponenza: la nostra amata Cattedrale di Asti. A ragione c’è da andarne fieri. Proprio alla Cattedrale ho voluto dedicare questo ultimo volume, come sempre ricchissimo di immagini e di notizie inedite o poco note. Le cose più belle e preziose talvolta passano inosservate e allora il compito di portarle sotto nuova luce, anche se arduo e faticoso, diventa oltreché un piacere, un dovere. Questo è uno dei compiti degli Editori che, come me, vogliono parlare a tutti i Lettori per far loro toccare con mano quello che nella nostra Città e Regione si impone per bellezza, imponenza e fascino.   

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Prendendo spunto – prosegue Lorenzo Fornaca – da accurate ricerche per la tesi di laurea condotta da due Autrici di grande acume e raffinatezza: Francesca Cavagnino e Mirella Bianchi, oggi entrambe architetti, sono rimasto colpito dalla profondità della loro indagine. Così ho deciso di avviare questo progetto chiamando a collaborare due eccellenti amici, mons. Vittorio Croce e il prof. Sergio Panza, grandi esperti di storia della Chiesa di Asti sin dalle sue origini, dell’arte e araldica, e con un autorevole apporto per la collaborazione scientifica del dott. Alberto Crosetto. Altri contributi di approfondimento su alcuni significativi temi sono dell’arch. Luciana Cavallaro, del prof. Luca Finco, del prof. Maurizio Gomez e del prof. Ezio Claudio Pia. Tutto questo è da leggersi come una dichiarazione d’amore verso la Città, la sua avvincente storia e notevolissima architettura… >>

    Ecco come Lorenzo Fornaca ha coronato la suddetta “…dichiarazione d’amore…”: donando alla sua Città una preziosa “Enciclopedia” da colta e squisita collezione, avendo saputo coinvolgere, in questa ciclopica avventura, decine d’illustri Personalità e Studiosi fra i più autorevoli del vasto Territorio “culturalmente” inteso. Non meraviglia pertanto, se Editore, Autori e Collaboratori, con questa Cattedrale – colma di straordinarie novità storiche, architettoniche ed archivistiche – onorano Asti e la sua antichissima Chiesa Madre ma, ancor più, sé stessi e tutto il magnifico Territorio dell’Astigiano.  

Biagio Iacono

info su queste colonne:

 http://www.lastigiano.it/e-finalmente-in-libreria-la-cattedrale-di-asti-un-monumentale-capolavoro-delleditore-lorenzo-fornaca/

 http://www.lastigiano.it/la-cattedrale-di-asti-presentata-al-sindaco-della-citta-da-lorenzo-fornaca-editore/

“Il Mercante di Venezia” al Teatro Sociale di Nizza Monferrato.

“Il Mercante di Venezia” al Teatro Sociale di Nizza Monferrato.

“Il Mercante di Venezia” al Teatro Sociale di Nizza Monferrato.

Ultimo appuntamento per la stagione teatrale di Nizza Monferrato: in scena martedì 26 marzo alle ore 21 al Teatro Sociale “ Il Mercante di Venezia” da William Shakespeare di e con Davide Lorenzo Palla; musiche e accompagnamento dal vivo Tiziano Cannas Aghedu. Progetto artistico Tournée da Bar, regia Riccardo Mallus. Una produzione Centro d’arte contemporanea teatro Carcano, con gli affettuosi consigli di Moni Ovadia. Il giovane mattatore Davide Lorenzo Palla racconta la vicenda di uno dei personaggi più famosi della storia del teatro: Shylock, l’ebreo più famoso di Venezia, che da potenziale carnefice diventa vittima di se stesso e di una giustizia che si bea di lui. Al fianco del moderno cantastorie, Tiziano Cannas Aghedu: un polistrumentista che da solo fa il lavoro di un’orchestra.
Lo spettacolo alterna soggettive di molti personaggi, principali e secondari, nobili e popolani – l’ebreo Shylock e il Mercante Antonio ma anche il Gobbo Lancillotto e la prosperosa Nerissa – che prendono vita nell’immaginazione del pubblico grazie, al coinvolgimento diretto degli spettatori, alla musica dal vivo e alla recitazione di alcuni brani shakespeariani.

Prenotazioni telefoniche: Agenzia La Via Maestra tel. 0141/727523 di Nizza Monferrato, oppure, solo per informazioni o urgenze, ai numeri 01411720695 e 3738695116, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 17,30, o inviando un email a info@arte-e-tecnica.it.  La stagione teatrale è organizzata in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, ed è resa possibile grazie al Comune di Nizza, alle fondazioni CRT e CRASTI e la sponsorizzazione della Cassa di Risparmio di Asti.

PASSEPARTOUT “1969-2019: VOGLIAMO LA LUNA”

PASSEPARTOUT “1969-2019: VOGLIAMO LA LUNA”

PASSEPARTOUT “1969-2019: VOGLIAMO LA LUNA” 

 “1969-2019: VOGLIAMO LA LUNA” è il titolo della sedicesima edizione del festival Passepartout, che si svolgerà ad Asti da sabato 1 a domenica 9 giugno. Organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti con l’appoggio della Città di Asti e della Regione Piemonte, e con la direzione scientifica di Alberto Sinigaglia, sarà preceduto da alcune importanti anteprime.

Primo appuntamento con Passepartout Cinema, l’apprezzato ciclo di film che fa da anteprima alla sedicesima edizione del Festival Passepartout, organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti con l’appoggio della Città di Asti e della Regione Piemonte, e con la direzione scientifica di Alberto Sinigaglia. Cinque giovedì in Sala Pastrone con cinque pellicole che si ricollegano al tema di quest’anno, “1969-2019: vogliamo la luna”, selezionate in collaborazione con Riccardo Costa del Circolo Cinematografico Vertigo. Si inizia giovedì 21 marzo alle 18, eccezionalmente al Teatro Alfieri, con “AstroSamantha”, il documentario del regista e giornalista Gianluca Cerasola, con la collaborazione dell’ESA, dell’ASI e dell’Aereonautica Militare, dedicato all’astronauta Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio, che ha trascorso 199 giorni consecutivi in missione.

L’assessore Gianfranco Imerito, il sindaco Maurizio Rasero e Roberta Bellesini presidente Fondazione Biblioteca Astense.

La voce dell’attore Giancarlo Giannini accompagna lo spettatore nell’avventura vissuta da  Samantha Cristoforetti. La macchina da presa segue le diverse fasi di preparazione della missione, l’inedito momento del lancio, l’arrivo nello spazio e il ritorno a casa di Samantha, mostrando anche aneddoti e curiosità della vita nello spazio. AstroSamantha svela al grande pubblico una versione inedita della donna che, grazie alla sua impresa, è diventata un simbolo di coraggio e determinazione ed è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce. A introdurre la proiezione la giornalista Brunella Vedani.

Passepartout Cinema prosegue con quattro appuntamenti in Sala Pastrone: il 28 marzo alle 18 con “Capricorn One”, di Peter Hyams, con Elliot Gould e James Brolin, un thriller ispirato alla teoria del complotto sull’Apollo 11, la quale sostiene che il primo sbarco umano sulla luna sarebbe stato un inganno orchestrato dalla NASA. Introduce la proiezione la giornalista Alessia Conti. Il 4 aprile, eccezionalmente alle 17,30, diversamente da quanto precedentemente annunciato, al posto di “Man on the moon” di Milos Formann, verrà proiettato “La Luna”, film del 1979 diretto da Bernardo Bertolucci, introdotto da Renato Damiano del Circolo Cinematografico Vertigo. L’11 aprile alle 18 sarà la volta di “Moon”, film di fantascienza diretto da Duncan Jones (figlio di David Bowie) e interpretato da Sam Rockwell. Introduce il critico cinematografico Umberto Ferrari. Chiude il 18 aprile alle 18 “La voce della Luna” di Federico Fellini con Roberto Benigni e Paolo Villaggio. Introduce il fotografo Franco Rabino.

Tutte le proiezioni avranno luogo alle 18, ingresso libero.

In concomitanza con le proiezioni di Passepartout Cinema sarà possibile partecipare su Facebook a un concorso che premierà la frase più suggestiva ispirata ai film in programma. Sul profilo del festival Passepartout (www.facebook.com/PassepartoutFestival) saranno postate locandine, immagini, spezzoni e trailer. Proprio perché Passepartout è un festival principalmente di parola, la community del social potrà condividere frasi e pensieri ispirati dal film. I più belli saranno premiati con Tessere Plus della Biblioteca Astense e libri.