Rosolini(SR): presentata la “Storia dell’Eresia” di Luigi Rigazzi.

Rosolini(SR): presentata la “Storia dell’Eresia” di Luigi Rigazzi.

ROSOLINI(SR): PRESENTATA AL COMUNE

LA “STORIA DELL’ERESIA” DI LUIGI RIGAZZI

di Corrado Calvo

ROSOLINI(SR) – Nel tardo pomeriggio di Martedì 11 Giugno 2019, alla presenza del Sindaco Pippo Incatasciato e d’un qualificato pubblico, il Direttore del Corriere Elorino Ferdinando Perricone ha presentato l’opera “Storia dell’Eresia” di Luigi Rigazzi , pubblicata dall’Editrice Etabeta ed illustrata dai relatori proff. Pinuccio Di Mari, Corrado Calvo e Biagio Iacono ma arricchita anche da una testimonianza dell’Autore. Data la non facile trattazione dell’amplissima materia che si presta ad infinite sollecitazione storico-filosofiche , pubblichiamo per ora solo una sintesi dell’intervento scritto svolto dallo storico rosolinese prof. Corrado Calvo, riservandoci di tornare quanto prima sull’importanza di questo libro grazie alle numerose argomentazioni e riflessioni “a braccio” proposte dal ns. Direttore alla viva partecipazione dei presenti: proposte e riflessioni che abbisognano d’una necessaria riconfigurazione scritta prima della pubblicazione su queste colonne. 

Quando parliamo di eresia andiamo con la memoria all’epoca nella quale essa fu più tenacemente e orribilmente combattuta e perseguitata, così bene tratteggiata dal romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa o da letteratura e filmografia in cui la Santa Inquisizione commina condanne, torture e roghi: donne e uomini di scienza scambiati per stregoni e fattucchiere e mandati a bruciare. Un’epoca protrattasi per troppo tempo e di cui strascichi e tracce troviamo ancora oggi. Un’epoca in cui bastava il semplice sospetto, usato come clava verso i nemici per depredarli di proprietà e ricchezze, tanto sotto la tortura si dichiarava qualsiasi cosa. Con il termine movimenti ereticali la Chiesa cattolica, ha per secoli definito tutti i movimenti religiosi eterodossi rispetto alle concezioni della sua teologia. Questi gruppi di fedeli nacquero spesso con l’intento di un risveglio spirituale, come una reazione all’eccessiva ricchezza e ai lussi del clero, al suo allontanamento dalle Scritture ed al coinvolgimento nella politica della Chiesa di Roma che all’epoca pretendeva supremazia su re e nazioni; per questo motivo vennero da essa tacciati di eresia e perseguitati con torture e pena di morte.

da snx:  Ferdinando Perricone, Biagio Iacono, Luigi Rigazzi, Corrado Calvo e Pinuccio Di Mari.

Luigi Rigazzi in questa sua Storia dell’eresia non si sofferma solo sulle grandi ondate di persecuzione eretica, ma ci dà un quadro storico significatamente e scientificamente obiettivo e di puntuale rinvenimento dell’eresia nei suoi diversi toni, variegati e relativi a tutte le religioni e alle società tendenti al perseguimento del cosiddetto pensiero unico andare oltre il quale (verità rivelate e assolutismi) significa colpa, peccato e quindi castigo. Il suo incipit è eloquente e parte da lontano, da casi riportati negli Atti degli Apostoli, in cui la bugia a Dio è già di per sé eresia, tanto da far intervenire direttamente Dio che in collera fulmina i blasfemi. Il Canone del Nuovo Testamento che regolerà l’ortodossia si costituisce nel terzo secolo, distinguendo tra Vangeli ispirati e riconosciuti dalla chiesa e Vangeli apocrifi e rigettati. In effetti, dice bene Rigazzi, le eresie sono esistite sin dal nascere del Cristianesimo, che a sua volta (non dimentichiamolo) è una eresia nei confronti dell’ebraismo. Nei primordi del Cristianesimo la confusione è tanta, sì che grandi apologeti cristiani finiranno nell’elenco degli eretici e le loro opere saranno accettate o rigettate in toto o in parte. I primi padri della Chiesa sono noti come Padri apologisti perché si occuparono della difesa (in greco apologia) del cristianesimo dalle critiche dei pagani. Fra i più antichi Giustino (100-165 d.c.), secondo il quale tutto ciò che è vero e razionale è cristiano poiché tutto deriva dal Logos, che è Dio. E ciò che è vero nel pensiero pagano (Pitagora e Platone in particolare) lo è perché è stato attinto da Mosè e dai profeti dell’Antico Testamento. Tertulliano (160-220 d.c.) è il primo apologista in lingua latina e al contrario di Giustino afferma che il Cristianesimo s’impone per fede e non per ragione: si è cristiani per fede e non per ragionamento, i dogmi del cristianesimo sono impenetrabili dalla ragione.

Fin qui Tertulliano sembra sposare la lezione di San Paolo espressa nella Prima lettera ai Corinzi. Senonché si spinge ben oltre sostenendo che non solo i contenuti della fede sono assurdi agli occhi della ragione, ma che essi vanno creduti proprio in quanto assurdi. Scrive: “Il Figlio di Dio è morto: bisogna crederlo perché è assurdo. Dopo la sepoltura è risorto: è cosa certa perché impossibile. Il motto che rispecchia il suo pensiero è: “Credo quia absurdum”. Si tratta di una posizione filosofica che, ovviamente, non è entrata a far parte della dottrina cristiana. Questo però ci permette di osservare che il Cristianesimo come noi oggi lo conosciamo è il frutto di un secolare dibattito attraverso il quale alcune dottrine, fra le molte proposte, sono state selezionate e il corpus delle dottrine risultanti vincenti costituisce l’ortodossia, mentre il corpus delle dottrine perdenti costituisce l’eresia.

L’abiura di Galileo Galilei per Luigi Rigazzi “…rimarrà per sempre come una macchia…”

La storia del Cristianesimo è costellata di eresie, a partire dallo Gnosticismo per cui il Cristianesimo non sarebbe una fede universale ma una conoscenza destinata a pochi, per arrivare alle più celebri e dibattute  controversie come la questione trinitaria e quella riguardante la natura umana di Gesù, per non parlare dell’accesa questione che senza soluzione attraversa secoli per arrivare con forza a noi, quella riguardante la necessità da parte della chiesa romana di tornare alla povertà della Chiesa delle origini. Ma nel tempo su queste questioni meramente religiose si sono innestate istanze temporali e di potere terreno in cui imperatori e re, baroni e feudatari sono intervenuti con inaudita forza. E la chiesa ufficiale ha sfoderato l’arma micidiale del Tribunale della Santa Inquisizione e l’Indice dei libri proibiti col suggello dell’Imprimatur. E le commistioni tra potere temporale e spirituale hanno caratterizzato tutta la storia dell’Occidente, in cui i re sono diventati paladini della fede e nel suo nome hanno commesso imperdonabili atrocità. In cui i pontefici si sono vestiti da carnefici e complici e si sono macchiati di orribili e disumane azioni. Fu Innocenzo IV a introdurre nel 1252 con la bolla Ad extirpanda l’uso ufficiale della tortura nei casi di persecuzione dell’eresia. Il ricorso mirato a perseguire pagani ed eretici inizia proprio quando l’impero diventa stato confessionale e questo per la prima volta avverrà ufficialmente nel 380 con l’editto di Tessalonica emanato da Teodosio: prevedeva pene per chi rifiutava di convertirsi, sino ad arrivare alla pena di morte con gli editti successivi.

IPAZIA d’ALESSANDRIA da Wikipedia

 La vittima illustre che mi piace ricordare è la matematica e filosofa greca antica Ipazia, massacrata dieci anni prima (370 d.c.) ad Alessandria d’Egitto per mano dei monaci parabolani, nati per soccorrere malati e appestati, che nell’occasione si scagliano contro l’inerme e pacifica filosofa per tacitarne studi e idee, l’eretica. La santa Inquisizione, ricostruita con chiarezza nel saggio, si distingue in tre fasi: 1) Inquisizione medievale, alle dipendenze del papa, sino a metà del XIV secolo; 2) Inquisizione spagnola e portoghese, alle dipendenze dei sovrani; 3) Inquisizione romana, conosciuta come Sant’Uffizio, che arriva sino ai nostri giorni con il nome di Congregazione per la Dottrina della Fede, che dispone di un tribunale permanente e ha preso le distanze dai sistemi del passato. Ma solo ai nostri giorni Giovanni Paolo II chiederà perdono per le atrocità commesse dalla Chiesa nei secoli passati; lo farà nel 2000 dopo un  seminario tenutosi un anno prima in vista del Giubileo per fare il punto sulla storia della santa Inquisizione. Per onestà intellettuale, ci ricorda nel suo saggio Luigi Rigazzi, bisogna dire che non fu solo la Chiesa cattolica a perseguire gli eretici; si macchiarono di questo esecrabile crimine anche i seguaci di Lutero e le bande contadine, e gli Anglicani nel Regno Unito dopo la scissione da Roma. L’autore ripercorre le varie tappe della storia dell’eresia con lucidità e non manca di spezzare qualche lancia a favore di alcuni eretici. Molto spazio nel volume viene concesso a Giordano Bruno, il Nolano, di cui segue ventura e disgrazie sino alla terribile morte. VEDI   manifesto STORIA ERESIA

In conclusione – Il saggio di Luigi Rigazzi si avvale di puntuali, ricche e attente note a pie’ di pagina; ci prende per mano e ci conduce a rivisitare nodi eretici importanti e riconsiderare figure, per alcuni aspetti controverse ancora oggi ma sulla cui opera la Chiesa ha cominciato a guardare con occhi nuovi. Così è per Giordano Bruno o per il domenicano Savonarola, per il Lutero delle 95 tesi o per l’ex mercante Pietro Valdo. E su tanti altri perseguitati ed eretici dei secoli scorsi, la Chiesa ha cominciato a mutare atteggiamento e giudizio, rivalutandoli e talvolta riabilitandoli. E’ la sorte toccata ai già ricordati Giordano Bruno e Girolamo Savonarola, ma anche a Gioacchino da Fiore, che già i suoi confratelli e alcuni uomini di chiesa consideravano santo e taumaturgo mentre era in vita; Dante addirittura lo colloca nel Paradiso appellandolo “beato”. Stessa sorte sembra alitare verso fra Dolcino da Novara, Pietro Valdo e, come già anticipato, verso lo stesso Lutero. Nel saggio non ci sono condanne o assoluzioni perché questo non è lo scopo del libro o dell’autore, che per sgombrare il campo da ogni dubbio fa precedere la sua storia da un pensiero di Leonardo Sciascia: “C’è sempre nel potere che si costituisce in fanatismo questa paura dell’eresia. Allora ogni uomo, ognuno di noi, per essere libero, per essere fedele alla propria dignità, deve essere sempre un eretico”.

E’, quello di Rigazzi, un invito ad esercitare il sacrosanto diritto di pensare e dubitare, facoltà propria dell’uomo che si colloca nella via del rispetto del pensiero altrui e della libertà di fede. Ecco perché una storia dell’eresia è quanto mai attuale ai nostri tempi, dove confusione ed omologazione vanno di pari passo.

Corrado Calvo

Guido Miano Editore presenta la monografia “FIUMI DI COLORE”…

Guido Miano Editore presenta la monografia “FIUMI DI COLORE”…

GUIDO MIANO EDITORE – NOVITA’ EDITORIALI: E’ USCITA LA MONOGRAFIA “FIUMI DI COLORE ”: poesie di PINELLA GAMBINO e pitture di STEFANO DONATI con prefazione di MICHELE MIANO.

Nella collana “Parallelismo delle Arti” l’intento è quello di accostare per somiglianza un gruppo di poeti –con la scelta di loro testi più significativi- attraverso fonti di ispirazione parallele con altrettanto gruppo di artisti. La monografia “FIUMI DI COLORE” è un felice connubio tra i testi poetici di PINELLA GAMBINO con i dipinti più significativi dell’artista STEFANO DONATI confermando la volontà di condividere il progetto editoriale di questa casa editrice in una visione più ampia. L’obiettivo è quello di rafforzare la tensione a comuni intenti tra autore e pittore, dove le tematiche della poetessa sono messe in parallelo alla fonte di ispirazione dell’artista: il tema dell’amore, della natura, della memoria, del dolore, della solitudine. Non casualmente il titolo e la riproduzione in copertina riprende un’opera del Donati e che ben si “amalgama” ai versi della Gambino: “Fiumi d’azzurro ai lati,/ quasi due braccia a contenerne il corso..” (dalla lirica: Sogno).
L’arte come strumento di verità per lasciare il proprio messaggio nella caducità e precarietà del nostro vivere terreno. Arte come anelito di vita e giustificazione alla nostra breve esistenza. Arte come strumento che giustifica il significato del nostro breve esistere. Arte come scrittura, arte come raffigurazione pittorica, ma anche fotografica. In ciò risiede il profondo significato della collana “Parallelismo delle Arti”: una poesia supportata, impreziosita, incastonata, valorizzata da riproduzioni artistiche vive, palpitanti, nel segno della condivisione dei valori imperituri di tutte le arti. Poesia come pittura e pittura come poesia. “FIUMI DI COLORE” presenta una scelta oculata delle migliori e più recenti liriche di PINELLA GAMBINO e che ben si accostano ai dipinti di STEFANO DONATI. Entrambi provengono da un lungo percorso di maturazione stilistico espressivo. Estrema immediatezza, segno pulito, parola diretta, sintesi espressiva della realtà oggettiva, privata di orpelli e di connotazioni superflue, e che appare come sospesa, decantata in un’atmosfera atemporale. Un’arte, per entrambi i nostri protagonisti, che nasce dalla meditazione interiore, da una ricerca-evoluzione, da una ricerca introspettiva e che esalta i grandi quesiti esistenziali e i valori universali, dove il linguaggio e il metalinguaggio s’incontrano e si fondono nell’unità dell’arte.

FIUMI DI COLORE, poesie di PINELLA GAMBINO e pitture di STEFANO DONATI,
prefazione di Michele Miano, nella collana Parallelismo delle Arti, GUIDO MIANO
EDITORE, pagg. 68, con riproduzioni a colori, Euro 18, aprile 2019.
Per ordini di acquisto del volume scrivere a:
GUIDO MIANO EDITORE – UFFICIO STAMPA – VIA EMANUELE FILIBERTO 12 – 20149
MILANO – 023451804 – 023451806 – mail: mianoposta@gmail.com

“Tutto ciò che il paradiso permette” negli eventi di Asti Pride

“Tutto ciò che il paradiso permette” negli eventi di Asti Pride

“Tutto ciò che il paradiso permette” negli eventi di Asti Pride.

Giovedì 23 maggio alle 18 alla Caffetteria Mazzetti si terrà

la presentazione  dell’ultimo romanzo di Manuela Caracciolo

Nella cornice di un aperitivo solidale, Manuela Caracciolo (nella foto) presenta “Tutto ciò che il paradiso permette” (Edizioni Cairo), vincitore del premio Zanibelli 2018 per la narrativa inedita: un’immersione negli anni ’90 tra rock e disorientamento generazionale, sotto lo spettro dell’H.I.V. Interverrà durante l’incontro anche Fabio Sandrecchi  dello staff di MedAcross Onlus, attiva nell’assistenza ai malati di A.I.D.S. nel sud del Myanmar. Parte degli introiti saranno devoluti per finanziare l’Asti Pride 2019. Modererà l’incontro la giornalista Alessia Conti.

“Tutto ciò che il paradiso permette” è la storia di Harrie, adolescente con la testa piena di fantasie e interrogativi, e il giovane artista Paul, in lotta con il prezzo della celebrità tanto agognata. Insieme fuggono sognando Nizza, che tra il mare e le luci sembra il paradiso, lasciando nei parenti e negli amici il cruccio della loro scomparsa. La linea narrativa si srotola dalle passioni del primo amore alle ombre che connotano la vicenda e la orientano verso una certa direzione. «Questo secondo romanzo – spiega Manuela Caracciolo in una nota – ha una genesi che risale a quando avevo 13 anni. All’epoca capivo soltanto che le relazioni tra le persone stavano cambiando, a causa di un morbo funesto di cui si sapeva poco o nulla. Questa infatti non è una storia d’amore, ma una storia di vita e di morte, di musica, di paura e coraggio, di cambiamento, che investe, loro malgrado, tutti i personaggi e ne sconvolge l’esistenza».

MedAcross è un’associazione onlus, una realtà italiana creata allo scopo di fornire assistenza medica gratuita alle persone dei Paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione verso bambini e ragazzi. Attualmente è attiva in Myanmar (ex Birmania) con una Basic Health Clinic e il progetto Clinica Mobile. MedAcross da anni interviene a sostegno dei malati di AIDS della città di Kawthaung, nell’estremo sud birmano, distribuendo loro cibo e acqua sicuri.

L’incontro si svolgerà alle 18 nel giardino della Caffetteria Mazzetti. Ingresso libero.

“Il Paesaggio del Vino di Langhe-Roero e Monferrato” al Salone del libro di Torino…

“Il Paesaggio del Vino di Langhe-Roero e Monferrato” al Salone del libro di Torino…

 Gli scatti arricchiscono il volume

“Il Paesaggio del Vino di Langhe-Roero e Monferrato”

 Premiati al Salone del Libro i vincitori del concorso fotografico  #icoloridellavite

La bellezza unica e straordinaria del sito Unesco catturata nello scorrere delle stagioni, dal bianco dell’inverno all’arcobaleno di colori che si alternano nei vigneti tra la primavera e l’autunno. Il castello di Grinzane Cavour, i borghi storici immersi nella nebbia, lo splendore delle cattedrali sotterranee di Canelli e degli Infernot monferrini. C’è questo e molto altro nella monografia “Il paesaggio del vino di Langhe-Roero e Monferrato” presentato lunedì 13 maggio al Salone del Libro.

Sul palcoscenico dell’Arena Piemonte sono intervenuti per l’occasione l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero con la collega Antonella Parigi assessore al Turismo. Insieme a loro Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato che ha realizzato il progetto editoriale con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Il principale nucleo narrativo del volume è rappresentato dalle immagini che l’Associazione ha raccolto e selezionato attraverso il concorso fotografico “I colori della vite” lanciato nell’estate del 2017 e concluso nell’autunno del 2018.

Durante la presentazione sono stati premiati gli autori delle immagini più suggestive condivise attraverso l’hashtag #icoloridellavite. Per la stagione autunno sono stati premiati: Mauro Trinchero, Carola Ferrero e Federico Carpino. Per l’inverno: Alberto Maffiotti, Noemi Costa e Stefania De Meo. Per la primavera: Marcello Bramante, Reana Doglia e Marianna Mida; infine per la sezione estate: Marta Roggero, Valter Cecchin e Samantha Panfilio. Il volume si arricchisce inoltre delle fotografie donate da: Cantine Bosca, Cantine Contratto, Cantine Coppo, Cantine Gancia, Mark Cooper, Leonardo Fazio, Enzo Massa, Maurizio Milanesio, Andrea Pagano, Flavio Pesce.

L’opera, con testo in italiano e inglese, è stata curata dall’Associazione con la supervisione del direttore-site manager Roberto Cerrato. Sarà distribuita ai soci dell’Associazione – ente gestore del sito Unesco – alle enoteche regionali, alle biblioteche delle scuole, ai Comuni, agli enti culturali e turistici del territorio. La versione digitale sarà a breve disponibile sul sito dell’Associazione Patrimonio.

Foto in alto: Al Salone del Libro i vincitori del concorso fotografico intervenuti alla premiazione – Noemi Costa, Marianna Mida, Samantha Panfilio, Mauro Trinchero- i fotografi Leonardo Fazio, Maurizio Milanesio e Andrea Pagano, gli assessori regionali Antonella Parigi, Giorgio Ferrero, il presidente dell’Associazione per Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato Gianfranco Comaschi.

14  Maggio 2019 –  Roberta Favrin ufficiostampa@paesaggivitivinicoli.it  335.6760221

Al Salone del Libro: “Il paesaggio del vino di Langhe-Roero e Monferrato”

Al Salone del Libro: “Il paesaggio del vino di Langhe-Roero e Monferrato”

 Il volume ufficiale del sito Unesco sarà presentato il 13 maggio nello Spazio Piemonte

 Al Salone del Libro il magnifico volume “Il paesaggio del vino di Langhe-Roero e Monferrato”

   Il trionfo di colori nell’alternarsi delle stagioni. Il sodalizio indissolubile tra uomo e natura che fa dei paesaggi del vino di Langhe-Roero e Monferrato un Patrimonio dell’Umanità. E’ questa la chiave narrativa del volume “Il paesaggio del vino di Langhe-Roero e Monferrato” che verrà presentato lunedì 13 maggio al Salone del Libro (Spazio Piemonte, ore 15,30).

Il progetto editoriale, realizzato dall’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli grazie al contributo della Fondazione CRT, raccoglie gli scatti fotografici più sorprendenti del concorso “I colori della vite”, promosso dall’Associazione tra il 2017 e il 2018. Le immagini condivise sui canali social con l’hashtag #icoloridellavite sono state centinaia, le più suggestive sono state selezionate per la pubblicazione e gli autori verranno premiati durante la presentazione al Salone del Libro.

   A cinque anni dall’iscrizione nella Lista del Beni Patrimonio dell’Umanità, l’opera con testo in italiano e inglese, rappresenta il volume ufficiale del Sito Unesco narrato e valorizzato da immagini straordinarie in tutte le sue componenti.  All’incontro di lunedì 13 maggio interverranno le istituzioni che hanno fortemente sostenuto e promosso la monografia: gli assessori alla Cultura e all’Agricoltura della Regione Piemonte, il presidente dell’Associazione Patrimonio Gianfranco Comaschi, il presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia.

7 Maggio 2019  – Contatti: Roberta Favrin  ufficiostampa@paesaggivitivinicoli.it  335.6760221

“Vittorio Alfieri, un cervello in fuga” al Salone del Libro di Torino.

“Vittorio Alfieri, un cervello in fuga” al Salone del Libro di Torino.

“Vittorio Alfieri, un cervello in fuga” al Salone del Libro di Torino.

All’interno degli eventi in calendario nell’ambito del Salone del Libro di Torino, presso la Sala Arancio, un appuntamento per conoscere, scoprire, riscoprire le parole e l’opera di Vittorio Alfieri, trovando nuove chiavi di lettura per un classico.


Partecipano Paola Borrione (Fondazione Santagata per l’economia della cultura), Carlo Cerrato (vicepresidente della Fondazione Afieri), Carla Forno (responsabile scientifica della Fondazione), Renato Gendre (consigliere di amministrazione della Fondazione) e Gianfranco Imerito (assessore alla cultura del Comune di Asti).