Noto: “ L’Arte fra le mani ” di Nuzzo Monello nel Simposio di presentazione a Palazzo Nicolaci.

Noto: “ L’Arte fra le mani ” di Nuzzo Monello nel Simposio di presentazione a Palazzo Nicolaci.

NOTO: “L’ARTE FRA LE MANI” di Nuzzo Monello

nel Simposio di Palazzo Nicolaci, Venerdì 29 Marzo 2019.

La presentazione dell’opera si è conclusa in un clima di serena e generale soddisfazione per un’iniziativa così interessante e, al tempo stesso, “intrigante” per gli interrogativi posti dall’Artista sulla funzione, attualità ed essenza dell’Arte. 

Nuzzo Monello, il Dott. Paolo Battaglia La Terra Borgese Critico d’Arte da Palermo, la Dott.ssa Solveig Cogliani Pittrice da Roma e la Dott.ssa Zena Roncada Scrittrice da Sermide (MN).

Un Simposio dedicato al valore educativo dell’arte e alla “progettazione della casualità”. L’occasione è stata la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Nuzzo Monello, poliedrico artista (avolese di nascita e netino d’adozione) che, in un volume di recente pubblicazione della Sicula Editrice-Netum, ha raccolto le opere da lui realizzate nell’ultimo quinquennio. Nel  palazzo Nicolaci di Villadorata, il 29 Marzo 2019, l’evento organizzato in sinergia dai Comuni di Noto e Avola, un unicum nel panorama delle manifestazioni culturali. Si tratta, infatti, del primo Simposio, da parecchio tempo ormai, organizzato congiuntamente dai due Comuni. Artisti, studiosi, intellettuali e creativi sono stati invitati da Nuzzo Monello a prendere parte a questo esperimento  portando il proprio personale contributo.

Obiettivo del meeting, quello di creare una comunità reale impegnata nello scambio di idee  in grado di ripensare i temi più urgenti della società (e dunque dell’arte) contemporanea e il ruolo svolto dagli artisti in quest’ultima.  Non a caso, infatti, la giornata di lavori si è conclusa con la sottoscrizione da parte dei relatori e dei giornalisti presenti di un “manifesto”.  Erano presenti sia i sindaci Luca Cannata e Corrado Bonfanti (assieme agli assessori alla Cultura dei rispettivi Comuni Simona Caldararo e Francesco Terranova) sia intellettuali  provenienti da tutta Italia.

I “sogni e le storie di artista” di Monello, come lui stesso li definisce,  racchiusi nel volume “L’arte tra le mani” (in cui, per quanto sembri un ossimoro, il Maestro mostra, opera dopo opera, come sia possibile “progettare la casualità”), sono stati sviscerati dai relatori, partendo da punti di vista differenti e allargando lo sguardo al ruolo dell’artista nella società e sul suo “dono” di comunicazione e informazione. “La psiche dipinge stimoli ambigui – dice Monello a proposito della progettazione della casualità – il sentire configura l’opera. Ciò che il sogno non consente di fissare nella mente, talora il pensiero lo elabora trasmutando il lavoro in energia vitale, tale da non potersi contenere neppure nell’anima. Energia che si espande alla ricerca della espressione capace di creare quella immagine, visiva e percettiva che ne conferisce il senso”.  Una “energia” che nel corpus delle opere recenti presenti in “L’arte tra le mani”, Monello, da sempre affascinato da diversi materiali e tecniche, ha racchiuso in pregevolissimi pezzi in ceramica e dipinti a olio.

Il dott. Francesco Nacci, Ispettore MIUR da Lagonegro (Potenza), il dott. Luca Cannata, Sindaco di Avola al microfono e il dott. Corrado Bonfanti, Sindaco di Noto.

 A mediare gli interventi, Antonino Argentati, amministratore di “Pitturiamo”. Al tavolo dei relatori si sono avvicendati Don Ignazio Petriglieri, vicario episcopale per la Cultura, Francesco Nacci, docente all’Università di Salerno, la scrittrice Zena Roncada, la pittrice e magistrato Solveig Cogliani, il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese. In chiusura, Giuseppe Montalto ha letto un brano da “Artsenso” scritto da Monello. “L’arte – si legge nel “manifesto” redatto a fine lavori – ha tra le sue infinite peculiarità un valore educativo, attraverso una visione generale che non perde l’attenzione al particolare, sa rinnovare la comunicazione dei valori e mette in primo piano quanto è essenziale. Nell’atto della mediazione, l’artista, sensibile alla materia con cui si approccia, non vince la sua resistenza ma sta al suo gioco. Quindi ne accetta la compromissione che essa richiede, senza, però, perdere il rapporto con se stesso, con la sua interiorità e la sua spiritualità”.

 Anna Lisa Murè da: L’ARTE FRA LE MANI da LA SICILIA di CT

LEGGI: il

“MANIFESTO ARTsenso”

su ” PROGETTARE LA CASUALITA’ “

ATTO SIMPOSIO NOTO

LEGGI IL TESTO integrale di “Artsenso”:

Brochure-1 Brochure-2 Brochure-3 Brochure-4

PER SAPERNE DI PIU’: http://www.lastigiano.it/noto-larte-fra-le-mani-di-nuzzo-monello-a-palazzo-nicolaci-venerdi-29-marzo-ore-17/

NOTO: “L’ARTE  FRA  LE  MANI” di Nuzzo Monello a Palazzo Nicolaci Venerdì 29 Marzo Ore 17.

NOTO: “L’ARTE  FRA  LE  MANI” di Nuzzo Monello a Palazzo Nicolaci Venerdì 29 Marzo Ore 17.

NOTO: VENERDI’ 29 MARZO 2019 ORE 17.00 PRESENTAZIONE IN PALAZZO NICOLACI DI 

Un’originale Miscellanea di Sogni e Storie d’un eclettico Artista:

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO MONELLO

SCULTURE (Luci nelle Ombre) ed OLI spatola (Calore del Colore)

Sicula Editrice-Netum, pagg.180, Noto, 2019, 2a Ed.ne Italiano-Inglese, € 50,00.  

     di  Biagio Iacono

   Diciamolo subito – avvertendo il Lettore – che questo della ns. Sicula Editrice-Netum di Noto(SR) – non è un volume “grande” perché da me accolto in 180 pagine, con traduzione inglese affiancata, formato A/4 di carta patinata con pregevole copertina d’un “lucido” particolare: Miscellanea 2013-2018 è un grande Manifesto dell’Arte e della Vita d’uno straordinario Artista che non è facile “etichettare” negli “…ismi” dell’Otto/Novecento né in alcun altro Movimento se volessimo “inquadrarlo”, per forza, in una nostra o qualsivoglia “categoria” filosofico-estetica, proprio per come spesso  giocoforza giudichiamo!          …SEGUE e LEGGI cliccando su immagini o pdf

INVITO COMUNE DI NOTO x L’ARTE FRA LE MANI

L’ARTE FRA LE MANI

recensione del 6 Marzo 2019

 

 

 

 

 

 

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO  MONELLO: un’originale “Miscellanea” di Sogni e Storie d’un eclettico Artista.

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO  MONELLO: un’originale “Miscellanea” di Sogni e Storie d’un eclettico Artista.

Un’originale Miscellanea di Sogni e Storie d’un eclettico Artista:

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO MONELLO

SCULTURE (Luci nelle Ombre) ed OLI spatola (Calore del Colore)

Sicula Editrice-Netum, pagg.178, Noto, 2018, Ed.ne Italiano/Inglese f. com.cio.  

     di  Biagio Iacono

   Diciamolo subito – avvertendo il Lettore – che questo della ns. Sicula Editrice-Netum di Noto(SR) – non è un volume “grande” perché da me accolto in 178 pagine, con traduzione inglese affiancata, formato A/4 di carta patinata con pregevole copertina d’un “lucido” particolare: Miscellanea 2013-2018 è un grande Manifesto dell’Arte e della Vita d’uno straordinario Artista che non è facile “etichettare” negli “…ismi” dell’Otto/Novecento né in alcun altro Movimento se volessimo “inquadrarlo”, per forza, in una nostra o qualsivoglia “categoria” filosofico-estetica, proprio per come spesso  giocoforza giudichiamo! 

APRI cliccando sulle immagini  

   In 46 anni d’attività editoriale, dal 1972, non mi era mai capitato d’affidare “a scatola chiusa” la totale autonomia ad un Autore nella scelta di impaginare e “confezionare” liberamente un ns. libro: anzi, alla massima “L’Autore è il mio…Nemico!” avevo da poco aggiunto quella per cui, chiunque fosse stato l’Autore, dopo avermi consegnato il suo cosiddetto “manoscritto”, si sarebbe dovuto “… fermare davanti alla porta dell’Editore!”  Nulla di tutto questo, invece, col mio Amico e poliedrico Artista, il prof. Nuzzo Monello, per me da sempre dimostratosi un “Grande” in più molteplici aspetti: per la qual cosa non mi scomposi quando, a poco più d’un anno dalla sbalorditiva pubblicazione della sua davvero “grande” e straordinaria Antologia – titolata in greco ἀνϑολογία – egli mi venne ad offrire il manoscritto di L’Arte fra le mani.  Mi trovai così – io sì – “fra le mani” un’altra sua stupefacente espressione d’Arte, frutto di quella profonda Maieutica socratica che, dall’Io più inconscio, a Nuzzo da tempo in seno bruciava: aveva infatti, egli, in quelle prime bozze già “miscelato” un succo immaginifico di “miele narrativo” sul piano estetico-filosofico, ben consapevole del faticoso cammino che ci attendeva nella voluta dis-ordinata presentazione cartacea da realizzare nell’elaborazione “grafico-visibile”, propria d’una edizione come questa di non comune formato. E, tuttavia, non immemore e cosciente delle mie conclusioni in quella Antologia – con cui avevo ribadito di …riassociare l’immagine di Nuzzo Monello all’omerico-dantesca straordinaria figura dell’Uom di multiforme ingegno… come un novello Ulisse dei nostri giorni…ecc. ecc.1 – caddero d’improvviso tutti i miei consolidati “pre-giudizi” e – con la direzione d’una Collana tutta sua – gli concessi anche quella libertà che a nessuno mai avevo dato fino ad allora: solo così, finalmente, poteva nascere ed è nata – absit iniuria verbis  – una vera “Grande” opera d’Arte!  Fatta una sì necessaria premessa al Lettore, in questa sede sfoglierò solo alcune pagine non esaustive, tuttavia, della complessa articolazione di L’Arte fra le mani in cui Nuzzo Monello “narra” la propria vita di Uomo e d’Artista, mentre mette a fuoco il meglio delle sue opere relative agli  anni 2013~2018 presentando ben 26 sculture in maiolica e 10 pitture su tela ad olio con tecnica a spatola. Non si tratta di mere illustrazioni prive di senso o insignificanti, perché vanno inserite nell’ampio e più intimo “messaggio” che l’Autore ci “lancia” coinvolgendo psico-analiticamente – ora uno ora altro studioso, scrittore o giornalista che sia – nell’indagine profonda del suo “Io” più nascosto ed “inconscio”. …  Egli sa bene che solo attraverso la concreta visione plastica le sue opere, pittoriche o in ceramica che siano, potranno permettergli l’occasione di “esprimere” e proporre un suo personale “messaggio”, difficilissimo ed impossibile sul piano strettamente linguistico: proprio come la dantesca “materia sorda” del Poeta che è ben consapevole d’essere “… un che, quando/Amor mi spira, noto, e a quel modo/ch’e’ ditta dentro vo significando.”(Purg.XXIV,52-54) o come quando in Paradiso si renderà conto che “Trasumanar, significar per verba/non si porria; però l’essemplo basti/a cui esperienza grazia serba.”(Par.I,70-73) Al di là delle sue, e di tanti altri, numerose riflessioni  bio-bibliografiche a 360° di cui l’opera è piena – assieme all’allegato CD con interviste e video sui quali  sorvoliamo – Nuzzo Monello, alla fine del suo lungo excursus intorno all’Arte, confessa di avere “ …intrapreso l’intuitiva ricerca di una nuova estetica…” grazie alla quale ritiene che gli sia possibile “…Progettare la casualità” secondo il “volere” della “psiche” nel “dipingere stimoli ambigui” e del poter << …sentire configurare l’opera in modo tale da porre l’autore e l’osservatore nello scambio interpretativo dell’Io e del TuIo stesso e… Tu stesso, spingendo in tal modo l’uno intorno all’altro.>> 

   Certo, ammettere – per sua stessa definizione –  che questa sia in nuce Estetica sulla “progettazione” d’una “casualità” sembra ed è un ossimoro che “scolvolge” i tradizionali canoni di giudizio nell’osservazione dell’opera d’arte, preferendo di questo Artista entusiasmarmi per le sue “classiche” opere in ceramica e pittura, senza addentrarmi in interpretazioni psicoanalitiche di labirinti freudiani o junghiani. Di queste, certamente, da Lui sentiremo “spiegazioni” non sempre “razionali” e/o condivisibili ma da rispettare, in un campo di sentimenti così difficilmente “spiegabili”!  Non c’è dubbio, pertanto, che con questa pubblicazione Nuzzo Monello apre uno spiraglio – forse indispensabile forse nuovo – nel suo e nostro modo di porci nell’approccio all’Arte, quando ci indica << …un percorso di confronto tra le sensibilità dell’autore e dell’osservatore – egli scrive – affinché il dialogo si traduca in interpretazione autentica del messaggio. Per dirla con C.G. Jung  il “destino” cesserà di logorare le menti solo quando l’inconscio diverrà consapevole. …Una Estetica – conclude – che, per quanto motivata dal proprio intimo benessere psichico-fisico, non lascia spazi per eventuali fraintendimenti speculativi, come in H. Rorschach a testi proiettivi, ma pone e esplicita i ruoli inconsci sensoriali tra autore e  fruitore. >>

   Sottolineando, allora, da parte nostra proprio questi “ruoli inconsci”, è giocoforza chiederci quale “Filosofia” regga o fondi la visione artistica del Nostro, così riluttante, parlando, a farsi “inquadrare” in un qualsiasi Movimento se egli, da Artista del nostro inquieto e tormentato Tempo, proprio nell’approcciarsi all’Arte “ri-conosce” – da S. Freud a C.G. Jung – quel Simbolismo, di cui tutte le sue opere “trasudano” e “parlano”, per “approdare”- alla fine platealmente, con continue “invasioni” nei vari campi delle tante Avanguardie – al puro Astrattismo!

   A prima vista sembra non esserci risposta soddisfacente, se dovessimo “fermarci” – chiudendo l’arte monelliana di oggi o domani – nell’evidente ma logora “definizione” Simbolista-Astrattista o, addirittura, ad un nuovo Neoclassicismo tout-court, come lui stesso – in fondo – non si stanca di sottoscriverci nelle didascalie e nei testi, ricorrendo ai Miti per meglio far comprendere il suo pensiero, così come descritti nelle tantissime pagine illustrate di questa Miscellanea. 

    Ecco perché una sola “categoria” NON esprime appieno le tante “facce” piramidali della sua Arte ove, per esempio, la sua ardita “Trilogia” del  L u t u mC h t o n i a–H y b la ci svela anche il fondamento d’un’altra filosofica visione esistenzialistico-naturalistica2 – che non chiameremo Esistenzialismo né Naturalismo – che, pure, emerge prepotentemente in una nuova forma “neoclassicamente” intesa quando, le stesse immagini che qui  riproduciamo di quella Trilogia, dell’Arca di Cristo e delle tante altre ci rivelano al tempo stesso – e lui lo scrive, dice e svela continuamente – un’incessante ricerca del Bello e della Bellezza nelle più disparate forme espressive verso le quali perennemente egli anela a salire nel superamento della quotidiana “materialità” contingente: un Neoclassico, quindi, non diversamente da tutti gli Artisti del “Bello Ideale” d’ogni tempo che ”in essa” fisicità vedono ed hanno visto l’ostacolo primo da superare, proprio com’era stato – tornando ancora al Poeta – “ …come forma non s’accorda/molte fiate a l’intenzion de l’arte/perch’a risponder la materia è sorda”? (Par.I,127-129) 

Anche, ma non solo, perché in Nuzzo Monello – il Lettore “manzonianamente” se ne è accorto – convergono non una-due-tre-quattro, e via, di “facce” isolatamente prese ed ammirate ma una eclettica FUSIONE anche in apparenza dis-armonica di stili e di filosofie che, della di lui visione filosofico-estetica dell’Arte e della Vita fanno un Artista con la A maiuscola: con tutti i pregi e tutti  gli evidenti “limiti” che noi, distratti osservatori, spesso non intuiamo o comprendiamo appieno ! Meglio così, non vi pare?

 

   Avviandoci alla “forzata” chiusura, in questa sede, della prima parte in cui il volume illustra e spiega molto meglio quanto sopra detto, la seconda parte di esso – sulla cui analisi estetica ci asteniamo perché non competenti sul piano della critica storica – svolge un …ritorno all’antico amore, fra i tanti, della “giovinezza” artistica di Nuzzo Monello pittore: l’occasione gli è data, quasi inconsciamente (e …ci risiamo?) dall’incompiuta tela con un ritratto abbozzato del figlio Paolo nel 1988, la cui piccola ma commovente “storia” paterna, egli stesso ci narra spiegandola, forse più a sé stesso che al Lettore in questi termini:  << Paolo aveva 11 anni nel 1988 quando iniziai a tracciare questo dipinto da lui tanto desiderato. L’incertezza interruppe la mia mano e in seguito gli impegni m’impedirono di completarlo. Conservai la tela assieme a tutte le mie attrezzature. Nella mente però non smise mai la volontà di impormi il completamento del ritratto. Solo ora a distanza di 30 anni dal primo segno ho potuto completarlo. Era il 4 gennaio del corrente anno, vedere nei suoi occhi la luce del compiacimento e dell’assolvimento di una promessa mi ha reso quest’opera la più sentimentale tra tutte quelle che nella mia memoria vagano dandomi forza, respiro e propositi per proseguire nell’espressione d’Arte, quasi ad illudermi di possedere una seconda giovinezza.>> (pag. 144)

   Una “seconda giovinezza” che ci porta all’intervista ed al video in cui, nel CD allegato al volume, l’Artista spiega il perché misterioso ma non troppo del suo “ritorno” ad uno fra i più importanti primi “Amori”: la Pittura, certo, ma con una sì prorompente vitalità, padronanza del mezzo espressivo e un sentimento della tragedia quotidiana del nostro vivere in un tempo di poveri “Migranti” davanti a quel Mare nostrum Mediterraneo che coinvolge l’osservatore per quei sì vividi e forti colori che donano alla sua tela l’immediata sensazione della gioia “sofferta” con cui egli dipinge, sogna o…piange!

   Ma su questa nostra estemporanea suggestione, è meglio lasciar spazio al gusto ed al cuore dei Lettori che vorranno cimentarsi nell’opera e nella vita di un grande ECLETTICO ARTISTA: categoria Classica? Sì, perché nel caso di Nuzzo Monello cadono tutti gli ” …ismi” che, pure, lui ha assorbito nel vortice d’una attività artistica sempre più quotidianamente impregnata dall’attualità socio-politica o storica del momento e di quella di tutta una Vita culturalmente in prima linea anche, e soprattutto, come Uomo, Docente e Dirigente scolastico! Onore al merito, dunque? Certo, se “merito” significa frutto d’un’Arte fatta di sogni sì ma, prima di tutto, d’impegno ed esemplare dedizione al proprio dovere sociale e culturale!

                             Asti, 12 Gennaio 2019   Biagio Iacono

 

 

 

 

 

 

 

NOTE AL TESTO:

(1)Null’altro, infine,  da  ricordare  di  questo  Artista  e  Studioso,  se   non   ribadire   e   riassociare l’immagine  di  Nuzzo  Monello  all’omerico-dantesca  straordinaria  figura dell’Uom di multiforme ingegno che, non  è detto, come un novello Ulisse dei nostri giorni – dopo quella di Fotografo, Pittore e Ceramista – con questa voluminosa Antologia scientifico-archeologica, sgorgata dalle  di  lui  ataviche  radici  in  Sant’Elia  degli  Iblei, che  non  si  sia  spinto  molto  al  di  là  delle  usuali  sue  colonne d’Ercole oltre  le quali   mai   avrebbe dato “ali” al  “folle  volo”  di  questo  meraviglioso  volume  se,  pervenuto   ad   una   tale   ”maturità   di scienza e coscienza”, egli non ci abbia voluto finalmente mostrare e dimostrare un’altra “dimensione” o “faccia” del suo più profondo Essere: la quarta, cioè quella dello Scienziato che s’avventura senza tema in un mare così “aperto”, come quello naturalistico-archeologico, ben certo che nessun naufragio lo potrà mai sommergere!  Ma, di questo mio beneaugurante auspicio, lascio ai Lettori – che su queste pagine vorranno riflettere – ogni ulteriore giudizio, convinto come sono che Nuzzo Monello, dei famosi versi “Fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza” ne ha fatto sempre tesoro per sé e, nelle sue opere, anche per noi: e di questo, pertanto, gliene siamo grati di tutto ( Vedi, in ANTOLOGIA di Nuzzo Monello, la conclusione della mia Biografia alle pagine 11/14 )

  • (2) – << Nel tempo… in cui gli scienziati (biochimici) – scrive Nuzzo Monello a pag. 23 – si interrogano sull’importanza che l’argilla potrebbe avere avuto sull’origine della vita sulla terra, a Hybla Mayor ~ Sant’Elia nel territorio di Avola prende l’avvio la produzione di sculture, creazioni che si erigono dal ‘fango’ con salvacondotto una impronta della natura per consolidarsi in argille, terrecotte o L’idea dell’opera si compone di tre aspetti simbolici rappresentati in tre sculture: 1° – Lutum~ fango – argilla/ 2° – Chtonia ~ sacra madre terra/3° – Hybla ~ Hybla Mayor l’attuale città di Avola. Le sculture in ciò assumono valore di unicità filosofica della vita sulla terra che, ancorché designata come “pagana” trova tracce dello “hieros gamos”, unione tra terra e sole, in tutte le mitologie.  Soltanto dopo la loro unione il cui frutto primordiale presenta la “fertilità” in senso   pieno,  appaiono  i miti che introducono la nascita dell’Adamo e dell’Eva. Sicché  l’Eva  diviene la fecondatrice e l’Adamo il fecondatore,  entrambi  non  generati  ma  “creati”  dal  fango  sono  posti   nell’idilliaco “paradiso terrestre”: Talamo utopico, dove tutto il “creato” si rigenera ad esclusione dell’uomo che è inconsapevole delle sue potenzialità   generative. Ma, come la terra richiama l’unione con il sole così Eva richiama l’unione con Adamo, dando  alla loro esistenza valore pragmatico attraverso l’azione ricreativa di ogni “generazione e  creazione”. L’Uomo da “creato” diviene creatore ed ogni sua azione “prassi” diviene  caotica poiché è il responsabile di ciò che “crea”, agisce direttamente sulla realtà che non conosce e sulle “verità” imperscrutabili della “creazione” di cui esso stesso è parte. Dalla  sua  opera  prende  avvio  la  “ricerca”  della  verità,  della  conoscenza,  del  sapere.  Lascia “segni” ovunque, invoca aiuto alla terra e al cielo nel cui silenzio scruta le variazioni celesti e le loro influenze sulla terra ove “solo”, ora “crede” si conforta e si china alla scoperta dei molteplici aspetti della bellezza, fautrice dell’ordine e armonia   cosmica. Così come l’uomo non può discutere con chi lo ha plasmato se non ascoltarne il “silenzio”, e non può essere stimato più del suo “creatore”, così la sua opera rimarrà incompleta ai suoi occhi e velata alla comprensione degli  altri,  nutrendo  con  la  sua  “arte” il  significato contenuto nell’opera e servendosi del “simbolo” la carica di affettività e   dinamismo. Propone un piano di conoscenza diverso dall’evidenza razionale, realizza la capacità di dire ciò che diversamente non può essere detto in quel momento, in  quella  circostanza  in  quel  contesto, ma piuttosto ricorrentemente decifrato nel “significato”. L’utilizzo della materia più umile, il fango o l’argilla “che si trova nel suolo”, della quale potremmo anche noi essere sostanza,  esalta  l’artista  e  lo  pone  con  la  realizzazione  dell’opera tra  materia  e  spirito,  bello ed opinione, povertà e ricchezza, coscienza ed essere, tra tutto e il  nulla. L’arte dunque non è emblema, attributo, allegoria, è significazione.

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Sogni e Storie d’Artista

“L’ARTE  FRA  LE  MANI” di NUZZO  MONELLO

SCULTURE (Luci nelle Ombre) ed OLI spatola (Calore del Colore)

Sicula Editrice-Netum, pagg.178, Noto, 2018, Edizione Italiano/Inglese fuori Commercio

NOTA BENE: Il suddetto volume, al di là dei numerosi testi dell’autore Nuzzo Monello, contiene i contributi critici di Zena Roncada, M° Mario Salvo, Corrada Spataro, Francesco Nacci, Corrado Celeste, Venerando Monello, Vincenzo Rosana e Biagio Iacono.

La documentazione fotografica dell’opera è di Carmelo Provina photographer – 2018 –  La prevalente traduzione in Inglese è del prof. Corrado Leanti e, in parte, della dott.ssa Laura PizzoLo scatto di copertina e gli altri delle pagine 7 e 58 sono di Giuseppe Costanzo Zammataro.   

Di Nuzzo Monello hanno parlato:

Alliata Vittoria – Scrittrice – Giornalista – Traduttrice / Burgaretta Sebastiano – Professore – Scrittore / Caddemi Corrado – Giornalista / Celeste Corrado – Pedagogista / Corrente Enza – Pedagogista – Scrittrice / Dell’Arte Rosario – Professore – Giornalista / Fortuna Angelo – Preside – Giornalista – Scrittore / Iacono Biagio – Professore – Giornalista – Editore / Lucchesi Angelo – Preside – Saggista / Malandrino Giuseppe – Giornalista / Minissale Pietro – Dipart.nto di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali, sezione di Biologia Vegetale, UNICT / Mirmina Gaetano – Giornalista / Monello Venerando – Avvocato / Monieri Sebastiano – Professore – Architetto – Editore / Nacci Francesco – Direttore Scientifico “Orizzonti Pedagogici” Scuole in rete, Suppl.nto di “Scuola in formazione”, in collaborazione con UNIStudi della Telematica “Guglielmo Marconi”, UNISalerno, UNIBasilicata, Ist.ni Scol.che SGE FORM s.r.l. / Roncada Zena – Prof.ssa – Scrittrice – Autrice libri di testo Ed.ce – SEI / Rosana Vincenzo – Giornalista /  Rossitto Mario – Poeta / Sabella Giorgio – Consigliere Regionale Ente Fauna Siciliana Dipart.nto di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali, sezione di Biologia Animale,UNICT / Salvo Mario – M° Internazionale Spatola Stratificata – Critico d’Arte / Sgarbi Vittorio – Critico d’Arte – Scrittore / Spataro Corrada – Prof.ssa – Scrittrice / Tagliaferro Benito – Insegnante -Giornalista.

E’ finalmente in libreria “La Cattedrale di Asti”: un monumentale capolavoro dell’Editore Lorenzo Fornaca.

E’ finalmente in libreria “La Cattedrale di Asti”: un monumentale capolavoro dell’Editore Lorenzo Fornaca.

E’ finalmente in libreria “La Cattedrale di Asti”

di Lorenzo Fornaca Editore, Asti, pagg. 400, € 120,00 

UN MONUMENTALE CAPOLAVORO CHE ONORA ASTI, LE  AUTRICI FRANCESCA CAVAGNINO E MIRELLA BIANCHI MA SOPRATTUTTO UN GRANDE EDITORE COME LORENZO FORNACA, CHE HA SAPUTO COINVOLGERE IN QUESTA CICLOPICA IMPRESA – DI BEN 400 PAGINE STRACOLME D’IMMAGINI, FOTO E DISEGNI D’OGNI TEMPO – STUDIOSI D’INDISCUSSO VALORE COME ALBERTO CROSETTO, VITTORIO CROCE, SERGIO PANZA, MAURIZIO GOMEZ SERITO, LUCA FINCO, LUCIANA CAVALLARO ED EZIO CLAUDIO PIA CON LA CONSULENZA GRAFICO-EDITORIALE DI SABRINA MOSSETTO.

   Asti, 20 DICEMBRE 2018 – L’Editore LORENZO FORNACA – mio carissimo Amico – ieri, nel primo dolce soffio di neve del tardo pomeriggio su Asti, mi telefona per raggiungerlo a casa ove sta già firmandomi la dedica d’una delle prime copie di quello straordinario e magnifico volume dal titolo “LA CATTEDRALE DI ASTI” che avrebbe dovuto apparire poco prima del Natale 2017, di cui qui pubblichiamo la locandina che anticipava un evento che solo oggi s’avvera.

   Come non precipitarmi, sotto la successiva neve battente, nel suo ufficio stracolmo di tanti altri suoi libri, alla notizia da me tanto attesa con “timore e tremore” per l’Amico che, in questo Natale 2018, ce l’ha fatta in sì temeraria impresa, superando difficoltà a rischio per la di lui salute? E come non restare esterrefatto, facendo il sottoscritto l’editore dal 1972, appena ho sfogliato con mano un’opera di ben 400 pagine a colori, di gran formato (27 x 32 cm.) e copertina cartonata con relativa sovracoperta in quadricromia, perfettamente stampata e realizzata da L’Artistica Editrice Savigliano S.r.L. ?

   Dedicato dagli Autori e dall’Editore al compianto architetto Fabrizio Gagliardi ” …che con grande sensibilità e competenza si adoperò nelle ricerche che contribuirono alla realizzazione di quest’opera.”, Lorenzo Fornaca si presenta immediatamente al Lettore sui motivi della sua scelta editoriale con la schietta semplicità e grandezza che lo rivelano subito nella sua innata passione di chi coi libri ci vive e ci sogna: ” Non potevo esimermi dal farlo – scrive in apertura del volume – non avrei potuto trascurare il nostro gioiello più bello e radioso che, da secoli, mostra tutta la sua bellezza e imponenza: la nostra amata Cattedrale di Asti. A ragione c’è da andarne fieri. Proprio alla Cattedrale ho voluto dedicare questo ultimo volume, come sempre ricchissimo di immagini e di notizie inedite o poco note. Le cose più belle e preziose talvolta passano inosservate e allora il compito di portarle sotto nuova luce, anche se arduo e faticoso, diventa oltreché un piacere, un dovere. Questo è uno dei compiti degli Editori che, come me, vogliono parlare a tutti i Lettori per far loro toccare con mano quello che nella nostra Città e Regione si impone per bellezza, imponenza e fascino.  

…omissis… Prendendo spunto – prosegue Lorenzo Fornaca – da accurate ricerche per la tesi di laurea condotta da due Autrici di grande acume e raffinatezza: Francesca Cavagnino e Mirella Bianchi, oggi entrambe architetti, sono rimasto colpito dalla profondità della loro indagine. Così ho deciso di avviare questo progetto chiamando a collaborare due eccellenti amici, mons. Vittorio Croce e il  prof. Sergio Panza, grandi esperti di storia della Chiesa di Asti sin dalle sue origini, dell’arte e araldica, e con un autorevole apporto per la collaborazione scientifica del dott. Alberto Crosetto. Altri contributi di approfondimento su alcuni significativi temi sono dell’arch. Luciana Cavallaro, del prof. Luca Finco, del prof. Maurizio Gomez e del prof. Ezio Claudio Pia. Tutto questo è da leggersi come una  dichiarazione d’amore verso la Città, la sua avvincente storia e notevolissima architettura…   

Riservandomi di tornare sull’argomento con una ricognizione esaustiva d’un così imponente lavoro, invito e lascio agli Studiosi che vorranno intervenire tutto lo spazio  necessario su queste colonne, mentre sottolineo come oggi sia per me un giorno di festa per il solo “annuncio” che ho voluto qui dare nell’arrivo in libreria di questo importantissimo volume: grazie al quale, dopo imprevisti e fortunose peripezie, Lorenzo Fornaca è riuscito a coronare quella suddetta “…dichiarazione d’amore verso la Città…” pubblicando quasi una preziosa “Enciclopedia” da colta e squisita collezione, ed avendo saputo coinvolgere, come detto, in questa ciclopica avventura, decine d’illustri Personalità e Studiosi fra i più autorevoli dell’Astigiano.

 I quali – nessuno escluso – hanno avuto piena fiducia nella di lui profonda e sincera onestà intellettuale e professionale, pur attendendo con palpitante trepidazione la nascita di questa “ Cattedrale…“: un’opera che, per le straordinarie e diverse novità di studi storico-architettonici, si pone prepotentemente in primo piano anche nelle ricerche archivistiche perché, onorando Asti e la Cattedrale, con questa ulteriore e riuscitissima fatica il nostro Lorenzo Fornaca, onora ancor più sé stesso quale decano dal meritatissimo titolo, da tempo riconosciutogli, di vero  e puro “Editore d’Asti“.

  Biagio Iacono

NOTA A MARGINE – LEGGANSI LE DUE PAGINE DELL’INDICE: 

“LATINITAS NUNC ET HIC” presentato alla Sapienza di Roma.

“LATINITAS NUNC ET HIC” presentato alla Sapienza di Roma.

Presentato alla Sapienza di Roma l’antologia

LATINITAS  NUNC  ET  HIC

ATTI DEI CONVEGNI DI ASSISI 2014-2017

Sicula Editrice-Netum, pagg. 336, Noto, 2018.

di Biagio Iacono

   Pubblicato dalla nostra Sicula Editrice-Netum dell’Associazione Istituto Netum di Noto(SR) il volume è stato presentato dal curatore, Simone Pizziconi, durante il convegno GRECO E LATINO PER IL TERZO MILLENNIO, che si è svolto a Roma il 21-22 Settembre 2018, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza, sotto la direzione del prof. Emanuele Lelli, nell’ambito delle iniziative del CENTRUM LATINITATIS EUROPAE (CLE), Associazione presieduta dal prof. Rainer Weissengruber di Linz (Austria), che nell’occasione ha celebrato il ventennale dalla fondazione. Al Convegno romano del Settembre scorso hanno partecipato 187 Professori di oltre 70 licei italiani, quasi un centinaio di giovani e cinquanta nuovi tesserati del C.L.E. Senza dire degli oltre 150 nuovi proff., venuti anche da molto lontano (Austria, Germania, Svizzera, ma anche da Siracusa e Bolzano, da Genova e dalla Puglia), che grazie alla rete in formazione allestita dall’Associazione potranno ricevere le informazioni del direttivo centrale. Solo la vera e profonda humanitas, che contraddistingue l’impegno quotidiano di tutti, poteva rendere così importante questo evento.

   Ma, dovendo parlare di questa straordinaria antologia, diciamo subito che essa è il frutto della raccolta e configurazione dei temi che i Relatori hanno svolto durante i Convegni del C.L.E.LUCERNA tenutisi ad Assisi tra gli anni 2014 e 2017: con la nutrita serie di contributi, qui viene altresì raccontata la storia del C.L.E. in Umbria, dai suoi primi passi fino ad oggi, e tutte le diverse spinte e i variegati apporti che l’hanno caratterizzata, come quelli del Presidente Weissengruber, dei fondatori proff. Paolo Anelli e Leonardo Speranza, dei presidi del Liceo Classico “Properzio”,  prof. Giovanni Pace e prof. Francesca Alunni. Si comprende perciò anche la funzione di brevi ma significative Introduzioni ai diversi Convegni ed anche la presenza di Sezioni dedicate agli avvenimenti salienti del C.L.E.LUCERNA, così come l’inserimento di alcuni progetti scolastici realizzati sotto la sua insegna. Lo stesso curatore Simone Pizziconi, ex alunno del “Properzio”, laureato a Bologna e Siena, ha avuto in questi anni un ruolo anche organizzativo, promuovendo lo sviluppo di una sezione Juvenes del C.L.E.

Sacro Convento e Assisi.

   « La partenza del C.L.E. dell’Umbria – scrive il Presidente Weissengruber a pag. 7– è stato uno di quei momenti cruciali che hanno dato delle spinte particolari alla nostra Associazione, che è nata nel lontano 1998 in Friuli e che poi si è espansa un po’ a macchia di leopardo in varie regioni d’Italia. Ovvio che non poteva mancare l’Umbria, terra degli Etruschi e di popolazioni italiche, di grandi personaggi romani, di illustri teste del Medioevo latino, di Santi e Apostoli che hanno co-fondato l’Europa tra eredità pagane e cristiane. Proprio quell’arco tra la civiltà classica antica (con un sostrato antichissimo italico non del tutto chiarito nelle sue varie stratificazioni) e i periodi medievali con tanto di Latinità diretta e indiretta, ha sollecitato la creazione di un Punto CLE di particolare respiro. Un punto teso tra i due poli che – per la verità – caratterizzano il nostro C.L.E.: il Classico in senso stretto (pagano-antico) e il Classico-cristiano (magari un po’ meno classico, agli occhi dei classicisti) del Medioevo, che però vive con una vitalità intramontabile e dà, ancora oggi, la sua impronta alla regione dei colli verdi tra il Trasimeno e la Valnerina. »

   Rimandando all’Indice del volume – che qui abbiamo voluto integralmente riportare in calce – una breve cronaca dei primi momenti convegnistici ci ricorda come essi siano stati realizzati nel 2014, ad Assisi, in tre diverse sedi: il Sacro Convento Francescano, il Convitto Nazionale “Principe di Napoli e il Liceo Classico “Properzio”, che si rivelerà come Punto operativo di riferimento del C.L.E. dell’Umbria. Le due esperienze iniziali, pur valide per lo spessore culturale e per le applicazioni didattiche prospettate, hanno mostrato un difetto comune: la scarsa presenza di pubblico. Il problema di coinvolgere docenti e studenti, sia in uscite la mattina sia in un prolungamento pomeridiano extracurricolare, fu discusso con l’allora preside prof. Giovanni Pace, grazie al quale è nata l’idea di portare il messaggio dentro la scuola per cui il primo dei quattro convegni nacque proprio al “Properzio” di Assisi con un’intera mattinata, di fronte alle cinque classi dell’indirizzo Classico, dedicata a quello che, allora, era il tema dibattuto ai livelli alti della cultura italiana: quale importanza avesse ancora il Liceo Classico e in particolare lo studio del Latino. L’iniziativa fu poi ripresa negli anni successivi dalla preside prof. Francesca Alunni. Nel 2015 il convegno, dal titolo provocatorio: Il Sole tramonta a Oriente, coinvolse collaboratori come Ivo Picchiarelli, Paolo Capitanucci e altri Studiosi, che hanno allargato le tematiche oltre i soliti confini scolastici, per far capire che il Latino e la sua cultura sono patrimonio non solo dei Paesi latini occidentali ma dell’Europa e del mondo. Guardando anche all’Est, si sono attivati i contatti con la Romania, isola della latinità orientale.

    Nel convegno del 2016, Latinitas, Humanitas e i confini dell’Europa, fu data un’attenzione particolare alle zone terremotate attivando un primo contatto con Norcia, portando alla definizione del progetto “Una giornata benedettina” di cui ha parlato nel Didacticum di Roma Tiziano Sensi, e su cui il Presidente a detto: «Teniamo presente che Norcia è una piccola capitale dello spirito europeo con il suo San Benedetto, patrono d’Europa, che ora deve ritrovare la sua patria in una Norcia che sarà ricostruita non solo con pietre e mattoni, ma con la consapevolezza che ha un significato particolare per coloro che credono in una Europa dei valori che si esprimono nel Cristianesimo, e che in buona parte sono già pezzi di una eredità molto più antica ». 

   Con “Quintiliano educatore nunc et hic” – argomento dell’ultimo convegno del 2017, si volle centrare l’attenzione su alcuni aspetti della riflessione pedagogica e didattica che ancora ci viene dal mondo classico latino.

 Tra gli interventi, al di là di quelli specificatamente didattico-pedagogici qui in calce – segnaliamo quello di Lorenzo Strizzi, docente di Educazione motoria del Liceo Classico “Properzio”, con l’approccio multidisciplinare, che è nei valori fondativi del C.L.E., sull’importanza di riscoprire una concezione insita nel mondo antico: quella per cui un corretto programma pedagogico deve fondarsi su una educazione integrale della persona come recita l’antico motto: mens sana in corpore sano. Infine, una personalissima riconoscenza va data al prof. Paolo Anelli che, in in piena calura estiva di questo 2018, si è quotidianamente confrontato col sottoscritto Editore nell’impaginazione d’una così bella e complessa opera della quale, pur non essendo soddisfatti al 100%, ci ha visto fraternamente affrontare un sì dantesco “folle volo” per cui “…non fia d’onor poco argomento!” 

Biagio Iacono

NOTA A MARGINE: Ecco l’Indice del libro:

Nota del Curatore. Rainer Weissengruber: Il cuore verde d’Italia fa da cornice al Centrum Latinitatis Europae del Centro Italia. Paolo Anelli – Leonardo Speranza: Dove l’antico può farsi respiro del presente.Giovanni Pace: La cultura classica: uno stimolo alla comunicazione, alla comprensione e alla fraternità. Introduzione al Convegno FRANCESCO E IGNAZIO – SANTI DELL’APOSTOLATO (3 maggio 2014). Paolo Anelli: Francesco e Ignazio – Santi dell’apostolato. Paolo Capitanucci: L’umanesimo e la cultura scientifica dei francescani.Leonardo Speranza: Alcune proposte tematiche.

Introduzione al Convegno LATINITAS NUNC ET HIC (22-23 novembre 2014)

Paolo Anelli: Le Domus romane di Assisi. Paolo Anelli: La latinitas nella biblioteca del Liceo Classico “Properzio”. Giovanni Ghiselli: Nerone, Seneca, San Paolo e le tasse. Il silenzio imposto alle donne. Giovanni Ghiselli: Il linguaggio dell’interiorità. Sofocle, Seneca, Marco Aurelio, Agostino. Giovanni Ghiselli: Contro la lapidazione delle adultere. Il perdono dell’adultera nel Vangelo e il topos del τ πάθει μάθος in due commedie di Menandro. Leonardo Speranza: La “sintassi mistica” in San Francesco e Sant’Ignazio: un confronto. Stefano Angelini: Latine perpetuo magister loquatur. Elisabetta Sorbini: Ai limiti del canone.Chiara della Vedova: La volpe e l’uva: un modulo interlinguistico. Tiziano Sensi: Della “necessità” del latino: L’attualismo gentiliano e la riforma della scuola in Italia. Luca Villanova: Il latino nel lessico medico-scientifico, Antonella Fattorusso: Il latino raccontato da un’ex liceale attraverso l’interpretazione di segni e sintomi di malattia. Simone Pizziconi: Forma ed evento nel mondo latino. Francesco Busti: Se amare è una colpa. Eleonora Sideri: Le possibilità che offrono gli studi classici oggi. Paolo Anelli (a cura di): Commentarium et Syllabus. Paolo Anelli (a cura di): Relazione riunione conviviale CLE LUCERNA Umbria.

Introduzione al Convegno

 IL SOLE TRAMONTA A ORIENTE – LATINITAS NUNC ET HIC (28 novembre 2015)

Tommaso Baronti: Flebilis auditur cantus. Sonia Bucci: Siria: la perdita di un territorio. Paolo Capitanucci: Biblioteca come strumento culturale.Paolo Anelli: Romania isola latina. Carmela Lista: Scambi socio-culturali italo-romeni. Annalisa Persichetti: Presentazione del Progetto Europae tempora et mores. Ivo Picchiarelli: Neolatini o neoitalici?. Leonardo Speranza, Bianca Vitale: Imagines, umbrae, simulacra a Byzanthio ad Transsylvanas. Giovanni Ghiselli: I Remedia amoris di Ovidio. Elisabetta Sorbini: La forza di un simbolo. Federico Piccioni: Comunicazione e mondo giuridico: Il respiro ampio del Latino. Filippo Biondi: La più latina tra le lingue neolatine?.Simone Pizziconi: Pallentis radere mores. Satira e censura. Tiziano Sensi: “Aeva” e “illud tempus” in Mircea Eliade. Andrea Chiappiniello: Latin in physical sciences.Mirela Felicia Farcas: Esilio: sofferenza e ricerca della condivisione.

Introduzione al Convegno

LATINITAS, HUMANITAS E I CONFINI DELL’EUROPA (26 novembre 2016)

Francesco Busti: In cerca di Europa: etimologia di un continente. Simone Pizziconi: Le tre Rome. Il viaggio dei valori greco-romani attraverso l’Europa cristiana. Tiziano Sensi: Lineamenti sul carattere morale del concetto di Europa. Annalisa Persichetti: Genus aureum – aureum saeculum. La Germania di Tacito tra etnografia e mito. Giovanni Ghiselli: Shakespeare e la letteratura antica. Paolo Capitanucci: Monachesimo e sviluppo della scienza. Ivo Picchiarelli: San Benedetto e il miracolo della roncola.

Introduzione al Convegno QUINTILIANO EDUCATORE NUNC ET HIC (25 novembre 2017)

Giovanni Ghiselli: Quintiliano: l’educazione primaria e la visione d’insieme della cultura greca e di quella latina, entrambe necessarie all’ottimo oratore. Simone Pizziconi: Montaigne e Aresi tra Quintiliano e l’Indice. Paolo Anelli: Una didassi individuale: Opus est studio, non indignatione! Tiziano Sensi: Quintiliano e G. Gentile: per un duplice dittico. Lorenzo Strizzi: Rapporti fra la psiche e l’attività fisica.