È con grande piacere che Identità recensisce per i propri lettori la scheda dell’ultima fatica storiografica dell’amico e ricercatore locale Ezio Claudio Pia. Asti, questo il titolo del volume, è edito dal  Centro Italiano di Studi sull’Alto medioevo di Spoleto e fa parte della collana “Il Medioevo nelle Città Italiane”. Un lavoro per certi versi assai originale, che si propone di restituire il dialogo complesso tra l’immagine del passato astigiano medievale e il suo presente, mediato dalle fonti e dalla lettura che le diverse epoche ne hanno offerto. Il tutto analizzato da Pia secondo un metodo dal quale emerge, in un quadro dinamico e di lunga durata, la vicenda peculiare di una Città e di un Territorio centrali sia rispetto alle relazioni politiche dell’Italia centro-settentrionale, sia nel sistema economico europeo.

Identità presenta “ASTI”

l’ultimo lavoro di Ezio Claudio Pia 

   Una realtà tra medioevo e presente Asti, il nuovo libro dello storico Ezio Claudio Pia, fa parte della collana “Il Medioevo nelle città italiane”, nella quale sono già uscite le monografie dedicate a Bologna, Firenze, Genova, Siena, Roma e Venezia. Il progetto scientifico fa capo al Centro italiano di Studi sull’alto medioevo – fondato nel 1952 da Giuseppe Ermini rettore dell’Università di Perugia e ministro della Pubblica Istruzione –, istituto ritenuto la più rilevante sede internazionale di studi interdisciplinari dedicati alla storia e alla cultura del periodo altomedievale. Il volume relativo ad Asti (oltre 250 pagine, con illustrazioni a colori) ricostruisce le vicende della città e del territorio tra Tardo antico, Medioevo e prima Età moderna ed è articolato in tre sezioni: il profilo storico generale; il quadro delle fonti scritte; il paesaggio urbano e le opere d’arte. Si analizza in primo luogo la centralità di Asti rispetto al sistema di vie di comunicazione che collega la Pianura padana, il litorale ligure e l’area alpina: collegamenti all’origine della durevole vitalità della città, che fu municipio in epoca romana, ducato longobardo e contea franca. Da tale posizione di snodo derivano due tendenze di lunga durata della storia dell’Astigiano: la vocazione commerciale ed economica di portata europea (destinata a durare ben oltre il Medioevo, fino al XVII secolo) e una progettualità che ha permesso ad Asti di assicurarsi il controllo di un ampio settore dell’attuale Piemonte centro-meridionale, divenendo uno dei più importanti “liberi comuni” italiani e rimanendo anche nell’Età moderna una vera e propria “capitale provinciale”.

Il prof. Ezio Claudio Pia.

   Tra alto e basso Medioevo, fondamentale risulta il ruolo esercitato dell’autorità vescovile (testimoniata dal V secolo) nel modellare le strutture politiche e sociali della città e del contado, anche grazie ai rapporti ricorrenti dei presuli astesi con il potere imperiale. La sperimentalità politica che caratterizza Asti determina, dal tardo XI secolo, l’affermasi del comune, il secondo più antico a essere attestato in Italia dopo Pisa. Questi sviluppi sono testimoniati non solo da ricche fonti documentarie ma anche da rilevanti tracce architettoniche – conservatesi nonostante le soppressioni napoleoniche e la modernizzazione otto-novecentesca – cui si affiancano le indagini archeologiche degli ultimi decenni. Il volume si propone di restituire il dialogo complesso tra l’immagine del passato medievale e il presente: un dialogo mediato dalle fonti e dalla lettura che le diverse epoche ne hanno offerto. In questo modo emerge, in un quadro dinamico e di lunga durata, la vicenda peculiare di una città e di un territorio centrali sia rispetto alle relazioni politiche dell’Italia centro-settentrionale sia nel sistema economico europeo.

EZIO CLAUDIO PIA,ASTI, edito dal Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto (Collana “Il Medioevo nelle Città Italiane, 13). €15,00 in tutte le librerie.